31 ottobre 2007

Como, finalmente

Pare che anche i freddi e ostili (?!?) blogger comaschi (e dintorni) abbiano voglia di incontrarsi -oddio, sull'apertura al canton ticino io da comasca doc sono scettica :P

Non si sa ancora bene quando, data e ora sono in fase di decisione democratica.
Passate per il wiki :)

(via elena, nauralmente)

30 ottobre 2007

CattoOrticaria

Il Papa invoca l'obiezione di coscienza per i farmacisti (la notizia anche qui).
In pratica, Joseph consiglia di rifarsi alla propria religione o alle proprie convinzioni personali per non contribuire all'aborto e all'eutanasia con la vendita di farmaci.
Ora, io penso che il Papa e la Chiesa dovrebbero provare a convincerci che l'aborto e l'eutanasia siano scelte sbagliate (a me poi non mi convincono, ma questa è un'altra storia). E dovrebbero farlo nei luoghi preposti, e con gli strumenti legittimi.
Ma provare a convincere a negare un diritto sancito dalla legge a me non pare nè corretto, nè tantomeno etico.

Poi, oggi sono stata alla presentazione del rapporto Caritas Migrantes sull'immigrazione (qui qualche dato; se qualcuno volesse qualche info può scrivermi). Il rapporto, come sempre, è ben fatto, approfondito, e curato. Il convegno di presentazione lo è stato altrettanto.
Però la mia orticaria è aumentata durante la passeggiata che mi ha portato all'Aula Magna del Seminario Arcivscovile della Caritas a Milano, in corso Venezia 11.
Sì sì, lì, fermata S Babila, accanto a via Montenapoleone, fra le vetrine di Dolce e Gabbana in pieno quadrilatero della moda.
Uhm.

29 ottobre 2007

Social Network Analysis

Rientro solo a bassa voce, per segnalare questo sito a chi fosse interessato (via Elisa Bellotti).
E' ancora in costruzione, c'è del materiale su un corso tenuto a settembre a Milano, e forse presto altre news sulla social network analysis (in chiave sociologica, capitale sociale ecc...)

22 ottobre 2007

Momenti

Ci sono dei momenti in cui bisogna pensare, anche fa male.
In cui la cosa più difficile è l'unica che puoi fare, perchè lo devi a te stessa e a chi fa parte di te. Perchè per uscire bisogna passare attraverso.
In cui il dolore che provochi agli altri ti deve far vergognare di quello che pensi di provare tu. Momenti in cui è meglio non dire più niente.
Quindi per qualche giorno farò questo. Pensare, e tacere.

19 ottobre 2007

Sottigliezze?

Essendo (nostalgicamente) retrò su certe cose, spesso carico il cellulare con la scheda gratta gratta.

"Vodafone elimina i costi di ricarica", tutta fiera ed entusiasta mi dice la signorina.

La sintassi di questa frase mi ha fatto pensare.

Cioè, non è proprio che Vodafone elimina i costi di ricarica.
"Vodafone ha eliminato i costi di ricarica quando è stata costretta a farlo".
Anche solo
"Vodafone ha dovuto eliminare i costi di ricarica"
Si perde in immediatezza, vero, ma mi suonano più vicine alla realtà.

Intanto poi mentre io facevo queste indispensabili e utilissime riflessioni la signorina aveva finito di parlare e ho dovuto ricominciare da capo :)

18 ottobre 2007

Just Life

Un po' grazie alle perplessità di Franca e di altri che mi hanno scritto, un po' grazie a una conversazione con Junikiro, Ambrose, Kastalia, Velas e altri avatar in sl di cui purtroppo non ricordo il nome (non sono proprio a prova di memoria, i nomi in sl) e un po' grazie a conversazioni private (con betty, alias non so), ho pensato all'inquietudine che accompagna second life.

Sl rischia di allontanare dal reale, per smarrirsi in un mondo virtuale. E no, le persone preferiscono la vita vera, quella che ha un sapore, mille odori, che ti fa sentire il freddo e il caldo.

Beh, anche io.
Per questo a second life non chiedo sapore, odore, freddo nè caldo.

Non credo che esista nessun mondo precedente al modo di viverlo.
Se a sl chiediamo la vita che non abbiamo, forse la troviamo, forse no. Certo è inquetante.
Come se chiedessimo ai nostri blog di fornirci le relazioni che non siamo in grado di instaurare al di fuori della rete, le conferme che non osiamo chiedere a chi ci circonda, il coraggio di esprimerci che ci manca nel lavoro. Ma siamo noi inquetianti, eventualmente, non il blog. Il blog può essere un surrogato dell'identità, se così lo usiamo. Ma può essere molto di più (o molto di meno).

Credo che per sl valga lo stesso discorso.
Io sto provando a "usarlo" per vedere se può soddisfare qualche mia curiosità. Qualche real curiosità della real Valentina.
E in questo senso, per ora mi piace un sacco :)

17 ottobre 2007

Prima notte di nozze

Con le lenti a contatto.
Pessimismo e fastidio.

Sfumature di grigio

Viste le belle e utili riflessioni che i commenti del post precedente mi hanno suscitato, vi propongo anche questo stralcio di intervista.
Che possiamo leggere come la sottomissione della donna islamica all'uomo, o come una scelta d'amore. O, come spero, con un po' più di fatica e accettando il gioco di sguardi culturali che questi temi ci dovrebbero suscitare, come entrambe le cose.

Non metto il nome dell'intervistata, nè vero nè fittizio, per non soffermarci sulla mia eticità.
Riporto fedelmente il testo, anche se a tratti confuso.
N.B. Il senso in cui usa il termine "famosa" andrebbe inteso come "affermata"

"C'è una cosa che mi provoca metà amarezza e metà dolcezza. Io sono sempre sempre bravissima a scuola, studiare e soprattutto disegnare. In tutti questi anni io sognavo di diventare famosa, di entrare in università, e di diventare una disegnatrice brava. Perché io sapevo che per entrare in università c'erano tutti dei passi che io dovevo fare, come delle tappe a scuola che il dovevo fare. Pensavo anche di fare l'Ingegnere. Quando io sono riuscita a ottenere tutti quei punti di scuola che mi servivano per fare in università, mi sono presentata a chiedere a mia mamma il permesso di andare in università. Ed esattamente quel giorno si è presentato un uomo che poi adesso il mio marito a casa di mia mamma per chiedere di sposarmi. Fino a quel momento io non avevo mai parlato con un uomo, non avevo mai nemmeno salutato un uomo. E quel giorno mia mamma ha concesso la mano a quest'uomo. Io mi sono innamorata tantissimo di quest'uomo., che adesso è mio marito. E ho lasciato gli studi per rimanere a casa. Poi lui ha preso il diploma, io ero la fidanzata con lui, ed eravamo veramente innamorati. Poi lui ha lasciato l'Egitto ed è venuto qua in Italia, perché su papà gli aveva dato il permesso di venire. Io sono rimasta in Egitto e siamo rimasti separati per cinque anni. E nel frattempo io non poteva neanche più studiare. Allora io sono contentissima con mio marito, però ogni tanto ci penso ancora, se io magari avessi conosciuto mio marito più tardi avessi potuto studiare, magari adesso sarei diventato l'Ingegnere o una disegnatrice, sarei diventata anche famosa. Per questo un po' dolcezza un po' amarezza perché non saprà mai cosa avrei potuto fare.
Quando ha lasciato lo studio a questa cosa ci penso sempre, perché io veramente avevo faticato tanto per ottenere quei punti necessari per entrare in università, quindi chiedo sempre a me stessa, chissà come sarebbe stata la mia vita. Anche perché lui aveva solo il diploma..

IO: Hai lasciato gli studi perché una donna promessa in sposa deve stare a casa?

Ma non è soltanto una questione che la donna si è fidanzata non può lavorare oppure se sposata non può lavorare, non è questo. Il punto è che lui aveva solo il diploma e io non volevo che l'uomo sposa una donna che ha a uno studio più grande di lui, come se un meccanico sposa una donna medico, è una cosa che non volevo. È una cosa che io fatto per amore nei suoi confronti, ero molto molto innamorata di lui, e io non volevo che lui stava con una donna che aveva uno studio più grande del suo. Perché non volevo che lui si dovesse vergognare di me, non volevo che lui era imbarazzato, io volevo lui felice. Io marito avrebbe anche voluto che io studiassi, anche si rabbiava per questo, ma io fatto questo per amore, è stata una scelta mia. Per me è stata una scelta molto difficile, ma ho fatto per amore."

16 ottobre 2007

Perdere le emozioni

Riascoltavo un'intervista fatta per la tesi.

Hamed è un ragazzo egiziano laureato in letteratura egiziana che in Italia ovviamente fa l'operaio in nero. E fin qui, tutto normale.

E' questo però che non mi esce dalla testa:
"Io in Italia ho perso le emozioni, io ho perso la mia emotività. Perché qua tutti pensano alla vita quotidiana, ai soldi e al lavoro. (...) Io qua non ho fatto amicizie, perché nessuno qua vuole fare amicizia con un egiziano, ma poi in fondo la mia impressione che qua in Italia non interessa questo, interessa solamente lavorare cercare di fare i soldi (...). Per il resto non c'è tempo.
Io le emozioni le ho perse, e le ho perse per sempre. Non è questione di stare qui o in Egitto oramai. Ora scusami, non mi va più di parlare."

Khalid in modo diverso mi diceva una cosa simile.
"La poesia. In Italia ho perso la poesia"

Non so se è vero. Non mi importa. Ma perdere le emozioni credo sia agghiacciante.
Se siamo davvero noi italiani ad aver fatto perdere la capacità di emozionarsi anche soltanto a una persona, io come italiana mi sento fallita.

15 ottobre 2007

UnAcademy: accademia non convenzionale della cultura digitale

Ho già scritto e cancellato questo post 3 volte.
Perchè voglio scrivere di un bel progetto che finalmente si condivide e si apre a tutti.
L'UnAcademy.
Si tratta di un esperimento che faccio insieme un gruppo di matti (che ringrazio di tutto), che pensa che second life sia "solo" un mondo, che prende la forma e il senso che chi lo usa vuole dargli (rispondo anche Franca indirettamente).
Ecco, vogliamo provare a pensare che un senso possibile da dare a sl sia quello di avere un luogo fisico e simbolico per parlare di qualcosa, per proporre qualcosa, e soprattutto per farlo insieme.
Non è un'università, non è un circolo, non è un second bar.
Cos'è però dipenderà, ancora una volta, dall'uso che ne faremo.

Ok, non si capisce niente nemmeno così ma non posso cancellare anche questo.
Quindi venite qui, dove dovrebbe capirsi qualcosa in più, e soprattutto provate a giocare con noi.

Covegno su sl: prime impressioni

Venerdì l'incontro in Bicocca per parlare di second life.
Condivido alcune riflessioni dei relatori e qualche impressione mia. Post lungo, da sedersi con caffè.

Sulla conferenza in world:
- contesto. Premessa:i relatori stavano dentro sl, insieme a molti avatar che passavano di lì e si fermavano incuriositi. Io seguivo invece dall'aula magna della Bicocca, con gli altri partecipanti e un relatore che faceva da tramite tra rl e sl.
Il setting era molto interessante: lo schermo, come qualsiasi schermo, creava un senso di distanza e insieme di partecipazione. Rispetto a una conferenza tradizionale, dove la separazione è data dal ruolo (relatore/pubblico), in quel caso la discontinuità era creata dal solo contesto (rl/sl), o in un certo senso dall'identità (avatar/persone). All'interno di sl, invece, fra relatori e pubblico non c'era nessuna distinzione di ruolo (se non quella data dalle regole di convivenza necessarie al mantenimento di un minimo di ordine funzionale a tutti), per cui gli interventi erano molto più simili a una conversazione che non a un intervento+feedback. Questo credo fosse l'aspetto più interessante dell'evento, su cui sarebbe bello a mio avviso sperimentare oltre.
-Canali e piani: l'intreccio delle modalità di presenza era molto particolare. Il pubblico in rl naturalmente entrava nella conversazione attraverso la voce dell'avatar "tramite" che ne riportava l'intervento in sl; i relatori parlavano in voce; alcuni avatar invece intervenivano in chat. La mia impressione era che la chat rappresentava una sorta di commento sull'evento, non tanto per quello che si diceva, quanto per il modo in cui veniva fatto. I contesti quindi erano 2 (sl/rl), ma i piani erano tre: sl voce/relatori, sl chat/commentatori, rl pubblico/osservatore.
- Contenuti. Data la modalità degli interventi spero mi si perdonerà il fatto che non sono certa di saper attribuire il contenuto alla fonte. (Scrivendo agli organizzatori del convegno o direttamente ai relatori credo si possa ricevere materiale o chiarimenti).
Le definizioni più belle (soprattutto per la loro eterogenetià): sl è
- un trainig per la propria disciplina
- una carta bianca
- una sperimentazione del senso di realtà
- una soluzione in cerca di problemi
- uno strumento di socializzazione dell'emozione
- un luogo affettivo

- Temi:
sl come duplicazione della realtà: nonostante sl sia priva dei molti vincoli che spiegano la struttura della rl (per es. leggi fisiche, vincoli architettonici ecc...), per il momento l'uso più frequente di sl è quello della riproduzione. Qualcuno lo spiegava da un punto di vista tecnologico: spesso nascono prima gli strumenti rispetto alle funzioni, i prodotti rispetto alla domanda. Mi affascinava di più la spiegazione psicologica: per poter sperimentare, da un punto di vista identitario/relazionale, è sempre necessaria una base sicura da cui partire. Sl si trova ora in questa fase: le persone prima si creano un senso di sicurezza e di familiarità (e questo per esempio spiega la riproduzione fedele delle città, la somiglianza -in meglio- con il proprio avatar, le case che poggiano a terra e non su una nuvola ecc...), poi possono eventualmente lavorare su di sè, modificarsi, crescere. Si parte sempre dal noto.
Comunque, carina l'espressione " sl sta alle sue potenizalità come il walkie talkie sta al telefonino" :)

sl come conferma e sperimentazione professionale: la differenza degli interventi e delle riflesioni prposte (sl come ambiente e oggetto di ricerca, sl come strumento di business, sl come modalità teraputica), è indice del fatto che in sl ognuno porta la propria esperienza e lavora sul proprio campo. Meno banale di quanto possa sembrare.

sl come "mondo per iniziati": sl è immediata fino a un certo punto. Un minimo di competenze sono richieste per non demordere dopo 5 minuti. Questo però secondo me è anche un vanatggio. Entrare in un mondo che ha delle regole di funzionamento diverse da quelle note (banalmente, come vestirsi, come rapportarsi con gli altri, come pensarsi) porta a quel processo di riflessione e di messa a tema del senso comune e di decostruzione del dato per scontato simile a quello necessario per la conoscenza interculturale. E questo è sempre produttivo, perchè è necessario all'auto-comprensione

sl come possibilità di ricerca: a parte dati di profilazione (oltre a quelle di Linden ho trovato questa) non c'è ancora molto su questo. Chi ha fatto esperienza di questo (mi riferisco all'intervento di Sveva Avveduto) ha raccontato di aver avuto qualche diffcioltà a far raccontare l'esperienza della propria sl e del proprio avatar; molto più facile invece far raccontare dal avatar la propria rl. Non so, mi piacerebbe provare ad approfondire questo aspetto quindi per ora ho pensato troppo poco per fare qualche commento. Certamente (in riferiemnto alla ricerca) sarà importante separare come oggetto di studio l'avatar dalla persona e come sistema di referenze. Su questo si è detto qualcosa, soprattutto attraverso Nicoletti che parlava della vita dell'avatar come fosse separata da quella della persona. Gli avatar, diceva, vivono davvero quando noi ci disconettiamo. Qui ci sarebbe troppo da dire quindi non inizio neanche.
Ultima cosa, anche qui non ricordo chi, ha trovato un modo per fare creare un avatar da un avatar. Katrina Bade è il nome dell'avatar che ha come papà un avatar. Il vantaggio (e l'inquietudine, parola spesso emersa nel convegno) è che Katrina è una specie di robottino che riceve comandi automaticamente. Per esempio, per lavorare e fare soldini mentre il nostro avatar fa altro. Non ho assolutamente capito da un punto di vista tecnico come funziona, però mi pare interessante.

Per chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qua (e soprattutto ai tesisti) segnalo il blog di manigault, che parla di sl e cerca di fare rete con tutti i tesisti e i ricercatori che sono interessati al tema. Metterà anche bibliografia e riferimenti.

Mi scuso per la mancanza delle fonti, quanto ho scritto è un misto di riflessioni e di interventi. Ovviamente ed eventualmente, non usateli come fossero miei.
E la prossima volta venite :)

11 ottobre 2007

Indagine su Immigrazione

Oggi è stata presentata alla Camera dei Deputati una ricerca sull'immigrazione commissionata dal Ministero dell'Interno a makno.

Qui i risultati di una prima fase della ricerca, sull'immigrazione vista dagli italiani.
Qui i risultati della seconda fase, quella presentata oggi, condotta su un campione di immigrati.

Sono interessanti entrambi i rapporti.
Le informazioni che sto raccogliendo sono fortunatamente per me piuttosto sintoniche con quelle presentate oggi, con alcune divergenze probabilmente dovute a differenze di campione:
- una buona parte degli immigrati che ho intervistato sono clandestini, mentre il campione su cui è stata condotta la ricerca sono invece tutti regolari
- sto studiando solo le esperienze di marocchini ed egiziani -mentre l'indagine di makno è estesa a molti altri paesi

Questi rapporti presentano soprattutto dati, che vanno saputi letti.

Apporfitto anche per segnalare la pubblicazione del rapporto Caritas Migrantes 2007 (sarà presentato in varie città in date diverse, il 30 Ottobre a Milano),.

10 ottobre 2007

Tanti eventi

Un week end lungo pieno e di cose interessanti:

- venerdì il convegno su sl in bicocca
- sabato "strati in rete", a Ravenna, che sembra altrettanto interessante (fra gli altri ci saranno Luca, Livia e Antonio)
- ultimo pezzo di sabato e primo pezzo di domenica "conversazioni dal basso", a Urbino (dove conto di salutare dal vivo soprattutto Roberta, Giovanni e Giuseppe).

Varda de fa a temp (direbbe mia mamma, in comasco -non garantisco che si scriva così)

Poi sperando di non fare troppa confusione racconterò qualcosa che (spero) avrò imparato.

Uso improprio del mezzo

Oggi scrivo per dare il buon giorno a labetty.
Dirle che sì, sicuramente finirà questo periodo.
E che le voglio un gran bene.

09 ottobre 2007

Piccole gioie

Visto che oggi mi sono svegliata di buon umore, per tutto il giorno mi sono impegnata a trasformare qualche incidente di percorso in piccole soddisfazioni.

Nell'ordine
- mia mamma sostiene che sono troppo magra, troppo sciupata ecc... (e tutto quello per cui ogni figlia è agli occhi della propria mamma). Allora le ho chiesto di cucinarmi qualcosa di buono (io punto alle lasagne, mò vediamo che farà) e di farmelo avere al più presto :)
- sono andata dal dentista. Io e Ramona (così si chiama) abbiamo trasformato uno strazio in un'ora di pettegolezzo allo stato puro (solo sui presenti, ovvio)
- deviazione sulla strada. Invece che fare la più breve ho allungato il giro, messo un cd che non ascoltavo da un sacco di tempo e ho guidato per un po' tra le campagne della mia zona (per chi conosce, Alzate Brianza)
- per la tesi avevo provato a sperimentare un metodo di ricerca che non si è però adattato al mio campione. Invece che buttarlo, sto trsformando il capitolo sulla metodologia in una specie di racconto diacronico del percorso di ricerca, così riciclo anche quello che non è andato.

Quindi oggi sono contenta
:)

08 ottobre 2007

Sesso fra amici

Ora, sono la prima a dire che troppo spesso le ricerche universitarie sono finalizzate a capire quanto pesa l'insostenibile leggerezza dell'essere.

Però, secondo me si potrebbe fare altrettanto a meno anche di una ricerca sugli effetti del sesso sul rapporto d'amicizia.
L'articolo qui, la sostanza questa: quando due amici fanno sesso il rischio è che uno dei due si innamori. Sì, giuro, è incredibile ma vero.

Spero per loro che abbiano usato il metodo dell'osservazione partecipante....
:)

07 ottobre 2007

Teoria e pratica

Alle prese con la stesura del capitolo della mia tesi di dottorato sul rapporto fra media, immaginario e rappresentazione, mi sono soffermata su questa frase di Bauman a proposito dell'effetto della rappresentazione dello straniero nei media:

"Gli stranieri possono essere guardati apparentemente senza timore, come i leoni allo zoo (...)sono asettici e sicuri, come il sesso col preservativo. (....) (ci consentono di pensare, ndt) che loro possono essere eliminati dallo schermo quando finiscono di divertire”
(Da "vite di scarto", pag 182-183).

E ho ripensato alle parole che mi ha detto Mohammed durante un'intervista sul suo sbarco in Italia ("Noi eravamo le scimmie arrivate dall’africa per farli divertire") (chi aveva letto questo post le conosce già).

Credo che il ruolo dei media in questo sia profondamente ambivalente: mettere in scena significa rendere visibile. E rendere visibile significa a sua volta conoscere, ma anche prendere le distanze e creare indifferenza. Insieme.

06 ottobre 2007

Iulm's Burning

Sulla scia di Francesco linko anch'io il video ironico sullo Iulm realizzato da qualche studente.
(Sia io che Francesco lavoriamo lì).

Qualche istruzione per l'uso:
- lo Iulm 4 è un edificio costruito di ricente
- "prelevare prima della colazione": accanto al bar c'è uno sportello bancomat (interno)
- la "consulta" è l'aula consultazione posta al terzo piano
- "mercati dell'arte" è un corso di laurea
- il Prof. Canova insegna storia e critica del cinema
- il Plastic è una discoteca di Milano

Io allo IULM ci lavoro, ci studio e ci investo, e lo faccio con tutta la serietà e l'impegno che posso, e come me tantissime persone.
Però, con le dovute eccezioni, il video lo trovo divertente proprio perchè realistico.

(Sull'impatto di questo video e di altri segnali più o meno deboli sulla pianificazione della didattica, rimando ancora a Francesco. Anche nel mio gruppo di ricerca cerchiamo di tenerne conto in modo da migliorare il nostro lavoro, che, evidentemente, qualche falla (pure grossa) ce l'ha)

05 ottobre 2007

Grillo ben detto

Solo per consigliare una capatina da Antonio che al solito propone una lettura attenta e creativa di Grillo e dintorni.

I trans e le leggerezze pericolose

In Provincia di Pescara alcuni trasnsessuali sono stati multati: c'è una legge ancora in vigore che vieta di mascherarsi "in pubblico alterando i connotati essenzaili del sesso e della persona fisica".
(qui la notizia)

Due cose mi vengono in mente.
- L'assurdità della legge: vorrei essere libera di andare in giro da topo gigio, se mi va
- La cattiveria di applicarla ai trans: per loro vestitrsi da donna non è mascherarsi. Forse questa legge quindi è stata solo una scusa per multare le prostitutte
- E soprattutto, qui ci cade anche Replubblica, biosgnerebbe fare attenzione. "Trans" è troppo spesso usato come sinonimo di prostituta, trans = prostitute.
Trans è' un genere sessuale. Ci sono le donne, gli uomini, i gay, i trans. Ci sono le donne prostitue, i gay prostituti, le trans prostitute.
Ma se usassero il termine donna come sinonimo di prostituta noi tutte ci offenderemmo.
Ecco, cerchiamo di non offendere nessuno, il linguaggio non è solo uno strumento per comunicare: dà forma al nostro pensiero.

03 ottobre 2007

Un convegno su Second Life (e in Second Life)

Fra le cose che non mi sono ancora persa, questo convegno a Milano Bicocca su Second Life, il 12 ottobre.
Parleranno di questo mondo da vari punti di vista, e sembra lo faranno in modi e forme interessanti.

Ci andrò con curiosità, visto che per ora in giro mi pare si sia giunti a tante conclusioni, attraverso pochi ragionamenti e approfondimenti (con le dovute eccezioni, certo).

Poi, una volta tanto che si muove anche Milano....

02 ottobre 2007

Ossigeno con spiega

In preda alla mia foga definitoria-descrittiva, ho provato a fare una piccola spiega accanto ai nomi dei blog che leggo (quelli indicati come ossigeno, per lo meno).

Così, tanto per, solo che la lista e basta mi pareva troppo fredda. Come vedete l'estetica è orribile (non riesco a differenziare i caratteri, sono tecnoincompetente), magari provvedo, magari no.

Le brevi descrizioni dei blog rappresentano naturalmente solo il frutto del mio sguardo, quindi, se non vi riconoscete fatemelo sapere. Magari provvedo, magari no.
;)

i loading sono quelli che leggo da troppo poco tempo per dire qualcosa

01 ottobre 2007

Sunto automatico

Lo so, dovrei cercarmelo da me.
Però sono pigra quindi scelgo la strada più breve e chiedo a chi passa di qua.
Qualcuno sa dirmi come funziona lo strumento di "sunto automatico" di word? (lo si trova da strumenti)

Ieri ho fatto alcune prove con robe scritte da me. Naturalmente, come tutti i processi automatici non è certo eccelso, anzi, però qualcosina lo fa (molto gratificante, poi, vedere che anche uno srumento poco pensante ti dimostra che quello che hai scritto in ore e ore poteva essere detto con molto meno.....).
Mi incuriosisce però sapere come fa a selezionare le frasi: ho pensato che scegliesse paragrafi contenenti certe parole (tipo "soprattutto", "importante" "decisivo" ecc...), ma non mi pare sia così.

Mi si perdonerà l'ignoranza, spero.