Meta post, ossia un post sul blog.
Informo su qualche picola modifica della mia casina virtuale (so che ne fareste a meno...).
La prima è como-social, aggegatore tutto nuovo dei blog comaschi (che spero cresca presto). Ringrazio.
La seconda è qualche aggiunta ai miei ossigenatori, in particolare nella categoria on-off (metafora che mi sembrava chiarissima per descrivere i blog delle persone che conosco on line e off line; mi è stato detto che era chiara solo a me). Consiglio un giro fra i "soprattutto off" (andrea e mamma) e i "soprattutto on" (giorgio e mauro, meritano).
La terza è esperimenti. Per ora c'è solo un video che ho fatto dal ritorno dal Marocco, un ibrido fra un diario di viaggio e le prime suggestioni per la tesi di dottorato. Come tutte le idee che ne contengono troppe, è confuso. Ne metterò altre spero presto.
L'ultima, è un piccolo restyling di colori. Tappe verso il minimal. Ho passato credo un'ora a scegliere i colori. Peccato che li vedo bene solo dal pc di casa. Un po' come passare ore davanti a uno specchio a scegliere i vestiti e poi accorgersi di indossare un paio di occhiali con le lenti colorate :)
30 novembre 2007
Metapost
Pubblicato da valentina orsucci a 09.17 9 pensieri Link a questo post
29 novembre 2007
Pensare liberamente
Oggi mia mamma mi ha chiesto di pensare sempre liberamente, e consigliato di essere anticonformista come sono sempre stata in famiglia.
Io credo che non ci sia cosa più bella che una mamma possa dire a sua figlia.
Riporto qui un pezzo di mail che mi ha mandato, perchè sono orgogliosa di mia mamma.
"Lo spirito con cui apro il tuo blog è da mamma, solo da mamma.
in merito al post di ieri sono sconcertata sia dalla notizia che da certe latitanze che tu sai (...) Io a questo punto mi sento di darti un consiglio. La tua vita di oggi è di fatto influenzata, come è giusto che sia, dall'appartenenza a dei gruppi come: parenti, amici, lavoro, bloggers ecc... e vorrei che ti chiedessi molto sinceramente se queste appartenenze non ti vincolino, anche inconsapevolmente, a qualche imbavagliamento, intruppamento, allineamento. Non ti ho mai spinta a diventare ricca (infatti!) e famosa ma a ragionare con la tua testa, quello si.
Coninua, mi raccomando, a essere sempre liberamente te stessa con lo stesso anticonformismo di sempre. La Valentina che mi piace da matti."
Le ho risposto che io ho la fortuna e il privilegio di appartenere a gruppi di persone (famiglia, lavoro,blogger) completamente diversi fra loro, e che le mie opinioni si basano ancora (e sempre spero) sul confronto fra la diversità.
Il resto è privato :)
Pubblicato da valentina orsucci a 14.38 10 pensieri Link a questo post
Etichette: vita
28 novembre 2007
Tu pensa..
La Forleo indaga sui politici e riceve un'azione disciplinare.
Ma tu guarda tante volte le coincidenze.
Pensi di essere artefice del tuo destino e invece è tutto affidato al caso...
Pubblicato da valentina orsucci a 10.15 9 pensieri Link a questo post
Etichette: forleo
25 novembre 2007
Dittature visuali
La publicazione della fotografia è gentilmente concessa da Pier Paolo Koss, autore della scutura.
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Quel poco che in Italia si dice sul tema riguarda gli arresti dei "militanti" delle manifestazioni contro il governo (Kasparov l'ultimo).
Nei video coraggiosamente girati da Koss i militanti costretti a passare attraverso il metal detector, controllati nelle borse, e tenuti a bada attraverso pistole e fucili, erano solitamente signore di mezz'età, con la gonna sotto il ginocchio, che portavano una rosa al monumento del milite ignoto a Mosca. Pericolissime.
Le installazioni e la bellissima conversazione con Koss mi ha colpito però soprattutto su un altro aspetto: il controllo da parte del governo delle immagini e dei simboli della Russia. Dove i canali nazionali trasmettono per ore le interviste a Putin ripreso in primo piano (l'analogia con Orwell per me è stata immediata); dove tutti gli oleodotti del gas sono stati dipinti con i colori della nuova bandiera russa; dove la vodka più pregiata si chiama Putinka; dove la produzione e la diffusione delle immagini è vietata (soprattutto da parte degli stranieri).
L'enorme potere delle immagini e del codice visivo nella costruzione della rappresentazione di un fenomeno è evidentemente così ben conosciuto, che la dittatura russa non può che procedere (anche) attraverso il duplice processo di censura e produzione delle immagini e dei simboli.
Vietare l'informazione e sopprimere le manifestazioni significa in un certo senso censurare il piano del contenuto. Vietare le immagini e controllare la produzione dei simboli significa gestire quello della rappresentazione.
L'insieme delle due cose significa costruire univocamente la realtà.
Ma, va da sè, il gas è un'ottima base per stipulare e preservare rapporti di amicizia.
Pubblicato da valentina orsucci a 18.17 10 pensieri Link a questo post
Etichette: dittatura, immaginario, pier palo koss, putin, russia, voci silenti
23 novembre 2007
Il privilegio del mio lavoro
"Pensando all’Italia io pensavo a una casa.
Una casa col mio nome scritto sulla porta di ingresso"
Trad, Egiziano, in Italia da 19 anni
"Pensando all'Italia pensavo alla libertà.
Poi ho capito che la libertà è la coscienza del necessario"
karendin, Marocchino, in Italia da 4 anni.
Pubblicato da valentina orsucci a 15.18 12 pensieri Link a questo post
Etichette: tesi
22 novembre 2007
Meme(nto) mori
Volevo molto bene a Laura, prima che mi incastrasse.
Ora dovrà riconquistarmi :)
Vado.
Cosa ti ha spinto a creare un blog?
Il momento in cui la coerenza ha vinto sulla timidezza. Erano 5 anni che studiavo e leggevo i blog per motivi accademici, quindi forse era giunto il momento di capire di cosa stavo cercando di parlare
Il tuo primo post?
Eccolo
Pedaggio
Mi è stato detto che leggere i blog degli altri senza averne uno, è un po' come fermarsi a gustare uno spettacolo di un'artista di strada o farsi accompagnare dalla musica in metropolitana senza lasciare nemmeno una moneta.Quindi, un blog per smettere di ricevere senza provare a dare nulla.
Il post di cui ti vergogni di più?
Momenti. Perchè ha ferito delle persone care. Quindi non linko, tanto è mio quindi posso :P
Il post di cui vai più fiero?
Pezzetti di vita e lavoro
Non per il post in sè, ma perchè rappresenta il senso che ha per me il mio lavoro, che ho scelto di fare anche se a volte lo odio. In questi momenti, lo rileggo. Mò la smetto se no ne faccio un altro post.
Visto che questo meme (di m) mi fa fatto tornare indietro nel tempo, lancio la palla agli amici di infanzia del blog: fischieranno quindi le orecchie a duccio, anenoico, e franca.
E per dovere familiare, ad andrea
Pubblicato da valentina orsucci a 19.02 10 pensieri Link a questo post
Etichette: meme
Rappresentazioni di culture
Ancora una volta prendo spunto da Giovanni, che commenta l'islamizzazione di Heidi (le hanno coperto le vergogne, direbbe mia nonna), descrivendola come
"una forma di colonnizzazione dell’immaginario attraverso le immagini che annulla le differenze di punti di vista. Un modo di pedagogizzare attraverso l’intrattenimento lavorando sulle matrici simboliche dell’immaginario, attraverso una modalità propria della comunicazione guerriglia, del tipo: camoufflage".
E subito mi sono venute in mente anche Razanne e le altre Barbie col velo (che Roberta ha studiato in un bel libro)
Trovo che la relazione fra oggetti, rappresentazioni mediali e immaginario sia un tema su cui non si dica ancora abbastanza.
E' chiaro che questi esempi non possono che portarmi a criticare la sterile rivisitazione dei modelli. Quello che dico quindi parte da qui, ma non riguarda questo.
Credo che l'esportazione di oggetti, immagini e rappresentazioni non possa essere letta come semplice circolazione. Nessuno, credo, ha difficoltà nel riconoscere il potere dei media nella costruzione del nostro immaginario relativo allo straniero o alla cultura islamica (termine inappropriato ma efficace).
Proviamo a ribaltare lo sguardo, e a pensare all'effetto dell'invasione delle rappresentazioni della cultura occidentale (termine inesatto, ma par condicio) nel mondo arabo-islamico. Ho detto invasione, non a caso. Perchè quando circolano i contenuti, le immagini e le rappresentazioni ma non circolano i contesti e le culture, l'effetto è quello dell'invasione. E le risposte, anche: paura, senso di minaccia, incomprensione, difesa (fondamentalismi?).
Perchè qualunque elemento esterno o ignoto viene percepito, interpretato e giudicato una volta inserito all'interno del proprio contesto: ognuno parla la lingua che conosce.
Tramite la ricerca che ho fatto per la tesi ho avuto modo di guardarmi dal fuori, in un certo senso. Per scoprire grandi equivoci, risultati di traduzione culturale (un errore di per sè) e semplificazioni. Processi errati, ma potentissimi.
Il processo è inevitabile e inarrestabile, non ho soluzioni, intendiamoci.
Ma non sottovalutiamo le conseguenze di comportamenti normali e quotidiani, come accendere la tv a Fes per guardare i Simpson.
Pubblicato da valentina orsucci a 15.07 10 pensieri Link a questo post
Etichette: culura, immagini, immigrazione, media
21 novembre 2007
Vivono tra di noi
Witten by Andrea.
Accogliendo il richiamo alle armi di Giorgio e Valentina ho deciso di rispolverare la metaforica lettera 22 .
La mia fantasia è stata stimolata da questa richiesta. "Come se fosse un cronista che deve raccontare cos'è successo”. Mi sono chiesto, rientrando nel personaggio, che taglio dare al “pezzo”. La domanda ha immediatamente risvegliato suggestioni provate leggendo alcuni recenti articoli e le varie reazioni che ha scatenato, e ricordando su Rita Skeeter, "metafora caricaturale del giornalismo arrembante e scandalistico” usata come metafora per la unconferenza di Zambardino. Mi sono quindi detto: vai e fai il peggio che sai fare...
Vivono tra di noi
La vera forza dei blogger sta nella loro capacità di non farsi riconoscere. Avvicinandomi alla pizzeria Ramses, sita in pazza Croggi a Como, alle ore 21.00, continuavo a ripetermi che sarebbe andato tutto bene. Arrivato, accompagnato da mia moglie Valentina, ho fatto conoscenza con i primi tre blogger che aspettavano di entrare nella pizzeria. Quando ero a due passi da loro hanno cambiato discorso, ma quasi certamente li ho sentiti pronunciare tre parole: Liceo, Giovio, strage. Fingendo di non aver capito, abbiamo cominciato a chiacchierare scoprendo che uno di loro era di Varese, e che tutti e tre vivono in Svizzera: ormai avevo la certezza delle nefande e perverse intenzioni del gruppo. Poco dopo siamo entrati nella pizzeria. Entrando, il cartello degli orari ha dipanato un dubbio che mi tartassava da tempo. I blogger hanno dei superpoteri, e in particolare Elena. Lei, moderna Mosè della ristorazione, ha il potere di fare aprire le pizzerie, e probabilmente anche altre strutture pubbliche e private, con la sua sola forza di volontà. L’atmosfera era cordiale e conviviale e questo, a Como, è di per se un atto criminale. Dopo le ordinazioni, con sadico piacere, hanno voluto che ognuno di noi si presentasse. Temevo che, sentendomi dire che non ho un blog, mi avrebbero picchiato a morte, registrando tutto in modo da poterlo pubblicare su youtube. Strategia che utilizzano normalmente per diffondere la violenza nel mondo. Per evitare che questo avvenisse mi sono dichiarato marito di una blogger. Loro hanno creduto che fossi una sorta di schiavo senza volontà e, fortunatamente, hanno distolto il loro sguardo da me. Libero da questa spada di Damocle ho potuto analizzare queste creature. Le abitudini alimentari dei blogger sono molto simili alle nostre, mangiano pizza, bevono birra e Coca Cola light. Tra loro ci sono giornalisti, una grande quantità di ricercatori, docenti e dottorandi universitari, ingegneri e commercialisti, oltre a informatici di varia e misteriosa natura. La loro strategia mi è apparsa chiara. Impossessarsi di ruoli chiave della società per preparare il loro “momento”. La struttura sociale dei blogger è strettamente matriarcale, probabilmente praticano la poliandria, fatto dimostrato dal numero inferiore di donne rispetto a quello degli uomini e dall’organizzazione nata da Elena. La conversazione durante la cena è stata apparentemente piacevole, ma a un’osservazione più attenta non potevano scappare evidenti sguardi sociopatici. Ogni volta che uno di loro estraeva una macchina fotografica o un telefono cellulare in grado di scattare fotografie ho pensato che fosse arrivato il mio momento, sperando solo di non soffrire. In preda al panico ho deciso di uscire dicendo che volevo fumare. Per farlo mi sono dovuto avvicinare a una macchina fotografica. Immediatamente i loro sguardi assassini si sono concentrati su di me gridando all’unisono "attento”. Non potendo scappare, per paura di ritorsioni nei confronti di Valentina, ho fumato e sono rientrato. Al momento di pagare un’altra sorpresa. Nonostante avessimo pagato tutti la cifra esatta, sempre Elena, ha fatto un altro miracolo. Ha moltiplicato i soldi. Questa profetessa del male ha poi (molto probabilmente poiché ero quasi svenuto per il terrore del miracolo) deciso di offrire questi soldi per finanziare i blog terroristici di Afganistan e un blog della giunta militare Birmana. Siamo quindi usciti e prima che riuscissi a scappare, mi hanno intimato di aprire un blog, di diventare uno di loro. Non so cosa farò. So solo che ho paura.
20 novembre 2007
Accademici
Riconoscendomi (in parte) in quel "voi", mi dovrei difendere, dire che non è sempre così, che c'è altro, considerazioni, cos'altre...
ma questo post è talmente bello che va solo gustato
Blogger comaschi: aggregatore analogico
Ieri sera i blogger comaschi si sono mostrati in volto.
Eravamo una ventina, abbastanza da crearmi grandi difficoltà a collegare nomi, persone e blog. Con particolare piacere ho (finalmente) conosciuto elena (a cui rimando anche per le foto di rito), giorgio, gaspar, roberto dadda, il quasi-dot, e francesco il materano. Con gli altri ho chiacchierato con altrettanto piacere (in particolare coi luganesi e i varesotti infiltrati, che cercavano di nascondersi...).
Per quanto mi piaccia parlare e conversare in rete, dal vivo è sempre tutto più bello :)
Neanche i blog comaschi quindi sembrano appartenere alla categoria dei disattati-soli-maniaci-assassini....
Pubblicato da valentina orsucci a 09.01 14 pensieri Link a questo post
Etichette: aggregatore, blogger, como social
19 novembre 2007
Il razzismo: un gioco in scatola?
Non ho detto nulla sui rumeni, oramai mi annoiano questi discorsi.
Scherzando con mio marito stamattina però dicevo: va beh, meno male che adesso tocca a loro.
Sì perchè per un bel po' era il turno degli islamici (e via con le generalizzazioni e la confusione fra religione, cultura, etnia ecc...), argomento di cui a latere mi sto occupando per la tesi. Quindi mi innervosivo alle varie occasioni in cui si sprecavano le considerazioni idiote, in cui volevo ribattere portando argomentazioni più documentate, ma altrettanto inutili.
Ora quindi tiro un mio personale sospiro di sollievo.
Come commentavo da mauro: basta portare pazienza, è come il gioco dell'oca. Ora tocca ai rumeni, ma poi passa e toccherà a qualcun altro. Speriamo che non passino per il doppio turno e debbano ritirare il dado. Ai cinesi è andata bene, il turno per la questione di via Sarpi Milano è stato anche breve; non so bene chi ci sia alla sinistra dei rumeni, ma mi sa che toccherà di nuovo agli albanesi. I non meglio precisati neri, i primi ad aver giocato a questo mirabolante gioco, secondo me possono stare tranquilli per un altro po' (vanno più di moda i razzismi meglio focalizzati)
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Etichette: immigrazione, razzismo, rumeni
16 novembre 2007
Grillo by Sofi
Ieri sera mastro Antonio ci ha fatto conversare durante la sua seconda "lezione" di politica e web all'UnAcademy.
Abbiamo parlato di grillo, grillite e grillismo (e un po' anche di Di Pietro, ma non sono state coniate malattie). E siamo riusciti a evitare accuse a priori o trionfalismi vuoti, grazie soprattutto al prof :)
Porto qui qualche riflessione che mi ha interessato particolarmente.
Il blog di Grillo come modello teatrale: preferendo questa metafora a quella televisiva, i post grilliani -quanto mi piacciono le costruzioni degli aggettivi a partire dai nomi- potrebbero essere paragonati a uno spettacolo a teatro (una parte clou di una serata). Nei toni, negli argomenti, nello stile e nei commenti.
Abbiamo infatti anche riflettuto un pochino sulla natura dei commenti di questo superblog.
Moltissimi, capaci di generare molto rumore: un applauso, insomma, un'ovazione.
Però spesso off topic, che non creano conversazione reale, e per la maggior parte inviati da non blogger: un forum, da un altro punto di vista.
Il blog di grillo è quindi descrivibile paragonandolo a qualcosa di diverso da un blog o attraverso negazioni (non genera conversazioni, non crea reazioni esterne, non si pone come dialogo fra blogger e lettori ecc...). E' curioso, perchè questo succede di solito con i fenomeni nuovi o innovativi, mentre il blog di grillo è solo unico, ma nè nuovo nè tantomeno innovativo.
Eppure, senza scomodare le classifiche (no non linko), è un blog su cui riflettere.
Quello che a me piace di questo blog è la sua capacità di essere un ponte fra il mondo esterno e il mondo interno al web, che vedo come un punto di forza e sicuramente distintivo rispetto a molti blog che trovo infinitamente più piacevoli del suo. Certo, di Grillo i media parlano perchè lui li attacca, perchè fa numero (anche se si diceva, l'interazione è altro dalla quantità), perchè porta la rete fuori da essa, perchè è famoso, perchè vaffa, perchè tutto quello che volete.
Però forse è anche attraverso Grillo che tanti si sono chiesti cosa fosse un blog e hanno iniziato a considerare la rete come possibile ambiente di discussione. Falsato, fuorviante, e tutto quanto. Ma è qualcosa. Perchè se il valore della rete e di ciò che diciamo rimane entro i suoi confini, beh allora per me questo valore è nullo.
Il resto del blog non mi piace: per tutti i motivi di cui sopra, e perchè facendo due conti spicci dovendo dedicare poco tempo alla lettura dei blog il suo non rientra nei miei interessi, non mi suscita curiosità, non mi fa riflettere su niente. Lo preferisco a teatro.
Detto ciò, essendo una studentessa fastidiosa il prof mi ha dato il compito di studiarmi un po i suoi commenti, per provare a farmi qualche idea di chi siano i suoi commentatori, come si comportano, di cosa parlano ecc.... Non che voglia copiare i compiti, ma se passasse di qua qualcuno dei lettori/commentatori di Grillo (le probabilità statistiche sono alte...) e volesse dirmi la sua....
p.s. le cose intelligenti sono state dette da Antonio; tutte le altre sono mie.
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Etichette: Antonio Sofi, Di Pietro, Grillismo, grillo, UnAcademy
Tg5 ipodermico
E cosa ti stupisce? Questo mi ha risposto Andrea stamattina quando gliel'ho detto.
E ha ragione.
Però mi infastidisce lo stesso il fatto che non ci sia un'edizione del tg5 (mattino, pomeriggio e sera) che non spieghi per filo e per segno come aderire alla campagna di raccolta firma per le elezioni anticipate. Indirizzo del sito, come compilare il modulo, come e a chi mandarlo, aggiornamento sul nuero di firme raggiunte ecc... Promuovere un'iniziativa costruendone attorno una notizia va bene (no, non va bene ma quando un fenomeno peggiora si abbassano le aspettative), ma dedicare 5 minuti su 25 a spiegarne i dettagli di adesione mi pare troppo.
(ho sonno e fastidio quindi non linko niente)
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Etichette: elezioni anticipate, forza italia, tg
14 novembre 2007
L'Italia vista dal fuori
La posizione degli assi, il raggruppamento per dimensioni, così come il grafico in sé, non hanno invece alcun valore statistico.
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Etichette: immagine, immigrazione, rappresentazione sociale
13 novembre 2007
SuperCattoOrticaria

Questa una chicca che ci offre la Chiesa di Cucciago (Como). La foto l'ho presa da Qui , dove si trova anche qualche info. Gulp.
"Ricordate che la maternità è un dono di Dio, non un diritto"
Spero che le coppie che non riescono ad avere figli non vadano a chiedere consiglio o conforto a lui prima di iniziare il vergognoso iter che distingue l'Italia.
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Etichette: chiesa, fecondazione assistita, religione
10 novembre 2007
Ancora?
Siamo ancora a questo punto.
Per i commenti su quanto Romagnoli dice sui blog, rimando a Giovanni e a Antonio (qui per leggerlo, qui per ascoltarlo).
Volevo fermare invece quello che dice sul diario.
"Il diario è, inevitabilmente, solitudine. Lo si scrive in prima persona, in una stanza chiusa, soli contro il mondo, confessando, analizzando, per abitudine adolescenziale, suggerimento del terapista, ossessione di documentare, almeno a se stessi" (corsivo mio)
Mi sono occupata del diario per motivi di studio (passando attraverso Hess, per esempio).
Ecco.
Che il blog possa ancora generare riflessioni banali e superficiali lo trovo stimolante, in un certo senso.
Che lo possa ancora fare il diario lo trovo invece disarmante, in un solo senso.
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09 novembre 2007
Idee
A volte ci si sente parte di un disegno sperimentale (tipo Lost); altre volte del destino; altre ancora di un vasetto di yogurt.
08 novembre 2007
Bamboccioni
Ora, non che un ministro si possa permettere uscite di questo genere.
Però.
Dall'indagine Istat "Vita quotidiana" relativa al 2006 (qui il rapporto) emerge che
- il 91% dei giovani fra i 18 e i 24 anni vive con uno dei due genitori: chiaro, difficile forse pensare che non sia così;
- il 43,7% dei giovani fra i 25 e i 34 anni vive con con uno dei due genitori: sentite, a questo dato non sembra proprio normale (normale usato come buon senso, non nel significato statistico della parola ovviamente).
Ok, il precariato. Ok, il costo affitto. Ok tutto.
Ma esistono i sacrifici, i lavoretti che non piacciono ma fanno fare qualche soldo, le convivenze fra coetanei ecc...
Io non sono un buon esempio: ammetto che invece che lavorare al bar la domenica mi faccio bastare la borsa di dottorato. E ammetto di essere fortunata su altri fronti.
Però io non credo che i nostri genitori, quelli che se andavano da casa a 20 anni, avessero molta più disponibilità economica rispetto a noi (avevano forse un lavoro stabile, ma mediamente meno aiuti alle spalle, per esempio).
Quindi, il precariato è un problema, gli affitti sono un problema, e non discuto (davvero, vi parlo a 2 mesi dalla scadenza della borsa di studio cui segue solo un gigante punto di domanda).
Però, pure noi, svegliamoci. Via da casa, a qualunque condizione. E se non ce la si fa si trova il modo di farcela.
Con un pizzico di orgoglio riporto anche questo dato: quel 43,7% è composto dal 53,3% da maschi e da 33,8% da femmine.
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Etichette: bamboccioni, indagine istat, precariato
06 novembre 2007
Enzo Biagi
E' morto Enzo Biagi.
Adesso sono rimasti proprio in pochi.
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Etichette: Enzo Biagi
05 novembre 2007
David Lynch e dintorni
Una capatina rapida rapida solo per raccontare qualcosina della mostra su David Lynch dove sono stata ieri (alla Triennale di Milano).
Ora, io non sapevo molto su di lui, a parte quello che si può desumere da qualche suo film e ovviamente da Twin Peaks.
Tra l'altro, Andrea dice che Twin Peaks ha segnato la svolta delle serie tv americane, fino a quel momento oscillanti fra lo scontato buonismo (unforgetable Arnold, per esempio) e il tentativo -forse riuscito- di pulire la coscienza americana sporcata dalla guerra del Vietnam, e riposizionare in qualche modo i suoi reduci (A-team). Insomma, detta da lui era convincente e intelligente, così l'ho rovinata ma almeno sarà più convinto ad aprirsi un blog :P
Chiudo la parentesi familiare.
Ecco, che Lynch non fosse esattamente regolare l'avevo intuito anche io.
Ma questa sua ironica, grottesca e totale follia non l'avevo intuita (traspare invece dai disegni, quadri e installazioni).
La mostra è molto piccola, non saprei dire se vale la pena di andarci. Io sono contenta di esserci stata.
P.S. C'è qualche appassionato che saprebbe dirmi chi è Bob??
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01 novembre 2007
I dati parlano, se li sappiamo ascoltare
In questi giorni sono usciti moltissimi articoli a partire dai dati aggiornati sull'immigrazione. Naturalmente, oltre a leggere le notizie riportate dai giornali ho letto e sto leggendo i rapporti dai quali sono tratte.
Dunque.
Non salvo praticamente nessuna testata per la mancanza di attenzione linguistica. I termini utilizzati nei titoli oscillavano fra "invasione", "boom", e altre parole più o meno sofisticate ma che non riescono a celare il senso (e il pericolo) dei loro significati connotati.
Sì, gli immigrati (regolari) sono circa 3.700.000 ( i dati variano sulla base delle stime, che includono, a seconda delle fonti, i minorenni, quelli in attessa del permesso ecc....). Sì, per la prima volta il numero delle donne è pari (e secondo alcuni leggermente superiore) a quello degli uomini, naturalmente a causa delle richieste ottenute di ricongiungimento familiare. E sì, l'aumento annuale si aggira attorno al 10%.
I dati più significativi però secondo me non sono questi.
Se si leggono davvero i rapporti, si ha la possibilità di riflettere su dati meno significativi in termini assoluti, ma più indicativi per la comprensione del fenomeno, della sua natura e del suo possibile futuro.
Secondo me le considerazioni più interessanti sono queste
- le donne: quasi impercettibile a livello assoluto (intorno al 2%), è però in crescita il numero delle donne che sceglie di partire autonomamente, per propria decisione, e non per raggiungere il marito (nè per anticiparlo)
- l'aumento delle richieste di soggiorno per motivi di studio (anche questo, basso in termini assoluti ma significativo per il suo andamento nel corso degli anni monitorati)
- l'eterogeneità del fenomeno: due terzi della presenza regolare proviene da 15 differenti Paesi. Questo fenomeno distinge l'Italia rispetto ad altri Paesi europei (per esempio l'Inghilterra e la Germania), ed è dovuto all'assenza di legami culturali e linguistici forti con altri paesi (come può essere per esempio il Marocco per la Francia). L'eterogeneità della provenienza potrebbe avere due conseguenze significative: la riduzione del rischio-a lungo termine- della formazione di comunità culturali chiuse e quindi di ghetti (riduzione, non eliminazione), e la stabilità in prospettiva del fenomeno migratorio. E' meno probabile, in altre parole, che gli immigrati di seconda generazione che vivono in Italia decidano di tornare nel paese di orgine, e questo potrebbe essere un aspetto positivo per il futuro per quanto riguarda il delicato processi di integrazione culturale.
- la distribuzione geografica. Escludendo il Lazio (dove gli immigrati si concentrano prevalentemente a Roma) nelle altre regioni la presenza straniera è molto distribuita fra le città e i piccoli comuni. Anche questa caratteristica (distintiva dell'Italia) può essere un elemento decisivo per l'integrazione.
- la necessità dell'immigrazione. Non solo, come è stato riportato, per l'economia del paese, ma anche e soprattutto per aspetti di tipo demografico (uno su tutti, l'indice di sostituzione)
- metodologicamente, l'agiornamento dei dati del Ministero e la collaborazione degli istituti sta portando a una forma di rilevazione del fenomeno sempre più precisa.
Queste sono solo alcune delle innumerevoli considerazioni che ho tratto leggendo il Rapporto Caritas Migrantes 2007, dal rapporto Istat 2006, da un articolo di Bonifazi, dai dati pubblicati dalla CISL, e dall'indagine dell'osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità (il rapporto ISMU ancora non l'ho letto).
I dati sul numero degli immigrati non sono i più interessanti, credetemi, e vanno letti e interpretati.
Nessuno ci sta invadendo.
Pubblicato da valentina orsucci a 17.56 8 pensieri Link a questo post
Etichette: dati, immigrazione, rapporto Caritas Migrantes, rapporto immigrazione 2006


