23 dicembre 2007

Frustate

Questa la nostra interpretazione delle frustate che hanno preceduto la crocefissione di Cristo.

Le frustate con cui da quel momento abbiamo crocifisso Cristo, il mondo, gli ideali, gli onesti, molte più di 39.

Non c'è spirito del Natale in questo video. O forse sì.

(il video è anche qui)

video

21 dicembre 2007

Gigacelebrità, celebrità e altre cose fondamentali

Avevo già dato il mio fondamentale parere sulle classifiche, le star e i vip della rete. Ma questa volta è diverso.
E' uscito questo articolo, a cui sono arrivata da Andrea T, sulle celebrità della rete (non so poi quali altri appellativi rimangono: gli incredibili? i magnifici? gli eroi?)
L'articolo si limita a indicare i nomi delle celebrità, senza nessun commento, spiegazione sul termine, ragione ecc... Quindi, si può evitare la lettura e dare un occhio alle classifiche. O anche meno. Dire i primi 10 nomi che vi vengono in mente. Ecco, li sapete. L'indagine è attendibile, i nomi sono gli stessi. Quasi, ne mancano alcuni. Alcuni di quelli che hanno stilato la classifica (con tanto di medaglie)
Eh sì, perchè metodologicamente la cosa è curiosa. Hanno chiesto alle celebrità di dire quali sono le celebrità. Il risultato è che fra le celebrità mancano loro, e questo potrebbe significare che gli intervistati sono ancora più celebrità. Super celebrità, Giga celebrità, Più che celebrità. Quindi, la notizia è: chiedendo alle supercelebrità chi sono le celebrità il risultato è sostanzialmente la classfica di blog babel. Ho bisogno di qualche tempo per metabolizzare la notizia, che si presta a mille intepretazioni, sfaccettature e riflessioni.
Nell'attesa, mi piacerebbe sapere, dalle celebrità e dalle supercelebrità, se non avrebbero preferito rispondere a domande più intelligenti di "quali sono le celebrità" (sono assolutamente convinta che sia così), e se ci aiutano a trovare un nome a tutti quei milioni di blogger che non sono celebrità e non aspirano a esserlo (anche un nome ironico va bene, basta che sia in italiano che essendo fra queste vorrei rientrare in una categoria comprensibile).

20 dicembre 2007

Otto second me

Mica è facile scrivere 8 cose su me e sl. Ma Giovanni si farà perdonare.
Dunque

1) la nascita: verso gennaio, credo. Sono entrata con andrea e ci siamo fatti un avatar (mettendoci un secolo, che fortunatamente abbiamo gusti diversi). Ma non sapevamo che fare, perchè entrare. Così, come è nato è morto. No morta, era una femmina.

2) la rinascita: ci sono tornata ques'estate, avendo sentito nell'aria il profumo di UnAcademy (per dire) e volendo per lo meno partire da un minimo accettabile per poter porre domande senza suscitare eccessiva perplessità. Nonostante l'instancabile aiuto di molti, non ci sono ancora arrivata, io mi applico ma proprio non ci riesco (infatti non prendo più in giro mia mamma che non riesce a fare il doppio clic sul mouse). Quindi mi sono fermata a quanto mi basta (secondo il mio insindacabile parere) per camminare, sedermi, cambiarmi (raramente), ascoltare e parlare (raramente)

3) l'aspetto fisico: sì, conta. Il fatto è che io nemmeno nella vita reale ho una particolare cura per i vestiti e gli agghindi. Figuriamoci se mi preoccupo per Tilde. Che è bellissima, e spero che vi piaccia che così la vedrete fino alla sua morte, mi sa :)

4) selezione: ero convinta dopo il primo tentativo andato male, lo sono ora più che mai. Per quanto mi riguarda, il senso e le potenzilità di second life sono date solo dall'uso e dall'obiettivo di ogni avatar (non dalla loro somma, e nemmeno dalla loro intersezione. Al massimo possono essere obiettivi collettivi, come nel nostro caso. Ma non di più). Io personalmente ora vedo second life come un ambiente di ricerca, di sperimentazione metodologica e "didattica", di discussione collettiva (non di chat). Trovo leciti (quasi) tutti gli altri usi, ma la mancanza di uno specifico uso porta solo perplessità, secondo me.

5) esperienze: devo dire che fino ad adesso l'esperienza di ricerca a cui ho avuto modo di partecipare, e buona parte delle conferenze (dall'alto-dal basso-di lato-e di sotto) sono state molto interessanti e stimolanti. Quindi insomma sì, secondo me sl è un ottimo ambiente per sperimentare in questo senso. E il mondo della ricerca (sociale, ma anche di mercato), dovrebbe secondo me essere più attenta. O forse no, così noi arriviamo per primi :)

6) contorno: ecco, visto il punto 4 per me il resto è contorno. Non che non conti. Voglio dire, quando sono in sl per fare qualcosa mi capita di intrattenermi con amici, di fare second cose. Ma non entrei per quello, anzi non ci entro. Non è una questione di principio. Voglio dire, succede. Pensandoci, mi sono accorta che io entro in second life solo quando devo fare qualcosa (voglio fare qualcosa), ma mai per fare un giro, incontrarmi ecc... Magari entro 10 minuti prima e mi fermo un po' dopo, ma non di più.

7) futuro: ora quello che mi interessa di più e su cui mi piacerebbe riflettere in futuro è la presenza e la rappresnetazione della diversità in second life, e in particolare sulla presenza islamica. Sto facendo dei giri nei luoghi esplicitamente musulmani, incontrando e parlando con persone che li abitano. Mi sembra un tema molto bello, che a me interessa da vari punti di vista. E al solito, se interessa anche a qualcun altro, possiamo farlo insieme :)

8) no, 7 sono abbastanza.

Non so che giro abbia fatto questo meme.
Non saprei davvero a chi rilanciare. Si accettano consigli :)

17 dicembre 2007

La secchiata che fa traboccare il vaso

Quando
arrivi ad amare talmente tanto un lavoro che hai avuto modo di assaggiare, per il quale hai fatto e vorresti fare sacrifici per continuare a poterlo fare, perchè è talmente bello da considerarlo e chiamarlo un provilegio, anche se ti ricambia con 830 euro al mese
E
la tua Università ti risponde che quest'anno l'assegno di ricerca lo dà a una persona che nemmeno vive in Italia e che non ha mai messo piede in istituto
Quando
il bando per l'assegno non era nemmeno nominale, non considerava i titoli, la carriera o un progetto
E
tu non puoi che dedurre che magari non l'avresti avuto comunque tu, ma sarebbe stato meglio sapere che ti manca il merito, e non che hai le spalle coperte da un docente che stimi, ma che non ha abbastanza potere
Quando
Scopri che c'è un bando per una borsa di ricerca del Comune su un progetto legato all'immigrazione, il tuo tema, e tu ne parli in Istituto, proponendo di dividerlo nel caso di vincita della borsa con i colleghi
E
Poi miracolosamente diventa il tema di interesse di tutti, e viene proposto a tutti i collaboratori di presentare un progetto
E ancora
Ti viene pure chiesto di pensare al progetto (e scriverlo) per qualcuno che al momento è in viaggio
Ecco.
Quando succedono queste cose, io non sono nemmeno arrabbiata. Io sono ferita e allibita. E mi sento sciocca.

Polentoni

E per dimostrare che i luoghi comuni hanno sempre un fondo di vero, noi comaschi ci troviamo per la PolentaBlog. Non un barcamp, non un convegno, nulla di produttivo. Solo una scampagnata nei nostri monti (a 10 min dalla città) a mangiare e bere bene...
Ancora una volta, dobbiamo a Elena l'idea e l'organizzazione (e ancora una volta, da lei si attendono miracoli).
Gli iscritti sono già tanti, naturalmente ne aspettiamo altri e vista la data (domenica 27 Genniaio, ore 13, chè la polenta è lunga da digerire...) l'appuntamento è esteso a chiunque riesca a raggiungere il comasco in un tempo accettabile :) (qui il wiki)

14 dicembre 2007

Criteri (S)Oggettivi

Lo so. Il mio blog è pesante. (GattoMatto, mi sa che anche oggi va così)
Io giuro che sono venuta per postare la polenta blog.
Però poi come sempre prima di scrivere faccio un giretto su altri blog. Oggi passavo da anecòico, che parla della proposta del sindaco di Cittadella, di utilizzare come criterio di residenza per immigrati il reddito (420 Euro).
Le idee geniali vengono raccolte e rilanciate. Sicchè pure la Moratti non vuole essere da meno.
Ora, io non so davvero come commentare una proposta del genere.
Potrei osservare come sia necessariamente destinata alla diffusione. Sì perchè gli altri comuni cosa devono fare? Prendersi loro tutti i poveracci? E no, li voglio pure io i "benestanti".

Potrei chiedermi per esempio perchè usare il reddito e non altri criteri, che so, la fedina penale pulita.
Potrei allora pensare che potrebbe avere più senso un criterio positivo, tipo tot ore di volontariato all'anno.
Potrei chiedermi, a monte, se la residenza sia qualcosa da meritarsi. Io penso che piuttosto valga l'opposto: si può perdere per comportamento scorretto, non ottenere per selezione.

Potrei dire tante altre cagate.
Ma in tutto ciò quello che non mi torna è: se si ritiene che un reddito troppo basso possa portare a illegalità, criminalità ecc..., perchè si applica solo agli immigrati? Perchè se questo ragionamento è logico, allora si applica a tutti. Se non lo è, chiamiamolo col suo nome.

13 dicembre 2007

Antifurto



Sopra, una chicca della già citata Chiesa di Cucciago (Como) fotografata da andrea


La Red Bull prova a scherzare sui Re Magi (segnalato da Mario), gli omosessuali cercano di provocare il Papa, la maestra irriverente chiama un peluche col nome del Profeta.
Diversi argomenti, diverse motivazioni, diversi luoghi, diverse religioni. Stesso risultato. Pubblicità censurata, mostra trasferita, insegnante a un passo dalla morte.

La religione non si tocca, mai.

11 dicembre 2007

I dati, semplicemente, vanno letti

Ieri si è parlato di una ricerca dell'Istat sugli stupri in Italia nel 2006. A quanto sembra, il rapporto da cui si parte è questo (se sbaglio, fatemelo sapere, e non andate avanti a leggere).
Si sa, ogni ricerca che esce deve avere una notizia comunicabile. Quella che è stata comunicata è: "solo il 10% degli stupri è ad opera di immigrati" (con qualche differenza, questi i titoli di repubblica, corriere, tgcom, solo per citarne alcuni).
Sensibile io al tema, vado a cercare il rapporto integrale, che delle notizie non mi fido mai. Lo spirito con cui lo cercavo era già critico: considerando che gli immigrati sono il 2.3% circa della popolazione, il 10% non l'avrei commentato con un "solo".
Poi scopro che il 10% era una stima assolutamente spannometrica, proveniente da questo ragionamento

"Se anche considerassimo che di questi autori estranei la metà sono immigrati - ha spiegato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell'istituto di statistica - si arriverebbe al 3% degli stupri; se ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti, al massimo si arriverebbe al 10% del totale degli stupri a opera di stranieri". (da qui)

Quindi, ancora più criticamente, pensavo: posto che la stima può essere corretta, o i dati della ricerca sono talmente poco importanti che quelli che vengono comunicati sono quelli relativi a informazioni in essa NON contenuti, oppure, ancora una volta, i giornalisti avevano prestabilito che tirano di più i temi sugli immigrati, e quindi ad ogni costo di quello doveva parlare l'indagine.
Sì, è così.
Nella ricerca la distinzione è fatta solo tra stupri ad opera di familiari/conoscenti, e stupri ad opera di estranei (la ricerca sugli immigrati è nel link sopra, si saranno sbagliati).
I risultati della ricerca, quelli che dovevano essere comunicati, sono molto più interessanti. Quelli più importanti secondo me sono questi
- il 23.7% delle donne componenti il campione ha subito violenze sessuali
- il 21% degli stupri è ad opera del partner
- unmilionequattrocentomila donne hanno subito violenza prima dei 16 anni
- la violenza subita dal partner è giudicata meno grave (il 24.6% la considera un reato, mentre considerano reato il 28% di quelle che hanno subito violenza da estranei)
- il 91.6% degli stupri non è denunciato
- con diverse % a seconda del tipo di violenza subita (fisica, sessuale ecc...) circa il 49% delle donne dichiara di non aver superato l'episodio
Questi sono dati puri. Andrebbero poi interpretati, confrontati con le tendenze degli ultimi anni ecc... Ma anche solo così, mi sembrano molto più importanti di quelli comunicati.
Per una volta, semplicemente, la ricerca riguardava le donne e non gli immigrati.

10 dicembre 2007

In Second life, per fare altro

Rapida anche oggi, per dire (a chi non sa) che stasera all'UnAcademy ci sarà nientepopodimeno che Rodotà. I posti per seguire dal vivo (si fa per dire) sono finiti, ma si potrà seguire la conferenza in diretta su Repubblica Tv.

Update: la conferenza è stata annullata (spero rimandata) per problemi del Prof Rodotà.

Rimanendo in Second Life, chiedo la vostra collaborazione per la ricerca di cui ho già detto qualcosa. Se qualcuno avesse avuto modo di visitare sim o land che riproducono luoghi reali, potrebbe aiutarci andando qui a compliare un questionario brevissimo (davvero, non come quelli brevi che poi richiedono un quarto d'ora. Questo, controllate da voi, si compila in un minuto.)
Grazie

06 dicembre 2007

Blogspot ci ha nel cuore

O meglio, ha nel cuore
- la nostra conoscenza linguistica: noto che da oggi si parla inglese
- la nostra curiosità: cambiando modalità di commenti, ci stimola a cercare nuove soluzioni
- la nostra socialità: essendo soluzioni non immediate, ci spinge a metterci in contatto fra blogger per consigliarcele a vicenda
- la nostra noia: regalandoci soprese da scoprire da soli
- la nstra pazienza?

Second Metodologia

Ho avuto l'occasione di partecipare a una ricerca sulla percezione del territorio in sl. L'aspetto più interessante, non in generale ma per me, è il metodo che stiamo utilizzando: per ora, interviste libere in sl con l'uso di fotografie.
Questo ha messo insieme tre aree di mio grande interesse
- i metodi qualitativi
- tracce di sociologia visuale
- sperimentazione metoodologica.
Chi si occupa di metodologia sa che la rete da tempo è osservata anche come ambiente di ricerca. Le ricerche si dividono in tre grandi aree: quelle che studiano la rete, quelle che la utilizzano come strumento di ricerca, quelle che fanno entrambi.
L'aspetto più interessante della ricerca on line secondo me si è fin ora concentrato sulla possibilità di rivoluzionare il processo di ricerca. Se, tradizionalmente, nelle ricerche le persone sono considerate fonte di informazioni (coinvolte quindi nella sola fase di rilevazione, e a volte in quella di presentazione: banalmente, mando il rapporto a chi ha partecipato), la rete ha permesso di coinvolgere gli interessati nell'intero percorso. Nella progettazione, nell'analisi dei dati, nell'interpretazione (uno su tutti, diarioaperto), in una logica di costruzione collletiva della ricerca. Che è poi più logico: se faccio un'inagine è perchè ritengo di non conoscere un fenomeno che mi interessa ma di poter contattare qualcuno che lo conosce. Chi quindi, meglio di lui, può trovare anche gli strumenti giusti per misurarlo o comprenderlo, le strade giuste per interpretarlo?
Altre innovazioni, ovviamente, si sono viste nell'analisi dei dati (banalmente, esistono strumenti avanazati per elaborarli), e nella presentazione dei risultati.
Dal punto di vista dei metodi e degli strumenti però non mi sembra di aver visto grosse novità. O meglio, gli strumenti mi sembrano essere più che altro un adattamento alla rete degli strumenti tradizionali (interviste on line, cawi, e-mail quest ecc..).
Ecco vengo al dunque.
Le interviste che ho condotto in sl insieme a giovanni (che le ha pensate), laura e giuseppe, mi sembrano invece aver dimostrato le potenzialità metodologiche della rete. Con naturalmente le precauzioni che mi sembrano scontate, mi sembra che abbiano dimostrato alcuni punti di forza
- la presenza fisica, con i vantaggi dell'assenza
- la scrittura, con i vantaggi della comunicazione sincrona (interviste fatte via chat)
- meno banale di quanto sembra, l'immediata trascrizione completa del colloquio
- la logica dell'esperimento (comportamento in ambiente per osservare il fenomeno), senza lo svantaggio dell'ambiente esterno e artificiale (uno dei motivi per cui gli esperimenti praticamente non si usano più, nella ricerca sociologica)
- vantaggi pratici: facilità di raggiungere persone lontane, ma in compresenza (cosa che comporta costi generalmente non sostenibili nella ricerca accademica)
- interessanti modalità di interazione intervistatore-intervistato
Queste sono considerazioni al volo, su cui voglio riflettere con più calma.
Rimango convinta che l'attinenza con l'oggetto di ricerca sia fondamentale (intervsite in sl su sl). Ma credo che la sperimentazione di altri metodi (penso soprattutto a focus group, alla logica del diario, al visuale, ma anche a simulazioni di comportamento) possa essere molto utile anche per la ricerca di mercato.
Mi piacerebbe molto continuare a pensarci e a sperimentare. Se avete consigli, possiamo farlo insieme.

05 dicembre 2007

Web e dintorni

In questi giorni sono alle prese con il toto posti che anima i corridoio delle Unieversità a scedenza regolare (seminari+ricerca commissionata da x di cui non te ne potrebbe fregare di meno+punti benzina=mezzo stipendio), per cui ho poco tempo per scrivere e per leggere.
Segnalo velocemente alcune notizie sulla rete e dintorni
- il 27 novembre (rapida eh?) allo IULM c'è stato un incontro molto interessante sul web 2.0, social network e, ancora, dintorni. Fra i presenti, Craigh Smith (qui il suo post sull'incontro). Ecco qualche link (che per la maggior parte prendo a prestito da Mario): qui le slide di alcuni interventi, qui qualche notizia sull'evento
- sempre in questa occasione Stefano Mizzella ha presentato Bi.Cromi, un progetto per la condivisione e la ricerca inter-universitaria (ancora c'è poco, come poco è il tempo che ho avuto per darci un occhio. Ma appena sento "università", "condivisione" e "italia" l'effetto di straniamento è tale che non posso non essere interessata....)
- leggo da Sergio che venerdì ci sarà a Roma un incontro sul web 3.0, con relatori e moderatore di tutto rispetto. Modestamente mi accodo a lui, tutti questi numeri mi danno alla testa. Avevo appena stretto un'amicizia freddina col 2.0 che già me lo portano via, sigh.
- in coda, un appunto su Blogger. Ringrazio elena (e indirettamente grissino) che mi ha dato istruzioni per consentire ai blogger non blogspot di commentare lasciando il proprio url (andando qui e abilitando l'open id). Vediamo se ora creano una nuova caccia al tesoro :)

02 dicembre 2007

Galeotto fu...

Io non vorrei rompere un idillio. E nemmeno essere fuori moda.
Ma lo devo dire.
A me la Divina Commedia letta da Benigni non piace per niente. Proprio per niente. Anzi, la trovo sminuita.
Mi fa venire solo una gran nostalgia delle letture di Gassman.