Non so quanti articoli, speciali, dossier &c siano stati fatti in questo periodo sul tema del razzismo. O meglio, il cui titolo: gli italiani sono razzisti?, sintetizza e sostanzialmente ne esaurisce il contenuto.
I media negli ultimi mesi cavalcano il tema del razzismo degli italiani, rispettando pienamente i criteri di notiziabilità, dando il via di trasmissioni, ospiti, articoli e titoloni.
Io sono particolarmente sensibile all'argomento.
E particolarmente indignitata da questa copertura mediale.
Per 5 ragioni:
1) Se anche gli italiani fossero razzisti, non lo sono certo diventati quasi improvvisamente da quest'estate.
2) Il tema trattato in questo modo nasconde male una posizione politica: se anche la situazione di convivenza fosse stata inasprita dai discorsi dell'attuale governo, questo tipo di copertura mediatica non può che indurire ulteriormente le posizioni iniziali di ciascuno. Quelle di chi magari per diverse ragioni si trova a essere più critico nei confronti degli immigrati, e, ovviamente, si rifiuta di verdersi chiamato razzista, da cui argomentazioni e motivazioni per le proprie posizioni. E quelle di chi magari retoricamente, demagogicamente, e semplicisticamente, difende a spada tratta il diverso solo perchè lo è, e trova nell'accusa del razismo degli italiani un buon contenitore che avvalora le proprie ipotesi.
3) Il modo in cui viene trattato: chiedersi se gli italiani sono razzisti porta inevitabilmente a costruire la notizia o l'approfondimento portando il caso dell'immigrato bravissimo che fa volontariato, quello che da lavoro a 1000 persone, quello che ha una storia strappalacrime, quello che ha 4 lauree e parla 5 lingue. Il che li fa vedere, come giustamente sono, eccezioni rare. Ma la logica, pur ribaltata, è la stessa: mostrare il caso, l'eccezione, il particolare. E i milioni di immigrati che vivono normalmente, senza infamia e senza lode, restano ancora e sempre senza voce.
4) Soprattutto, chiedersi se gli italiani sono razzisti è una domanda idiota. Nasconde la logica razzista. Gli italiani, di per sè, per natura, in sè, non sono razzisti. Ma non perchè non lo siano. Perchè non esiste la natura, in sè e per sè, degli italiani. Perchè se no esiste la natura degli arabi, e dei neri, e allora è nella loro natura essere in un certo modo. Il razzismo sta proprio nell'attribuire alla natura certe caratteristiche, rendendole così immutabili e impermeabili.
Ma al di là di questo, credo che non ci sia fenomeno più complesso e articolato di questo. E se non si ha il tempo per trattarlo come merita, meglio lasciar perdere che fare dnni ulteriori.
5) Infine, i media invece che chiedersi se gli italiani sono razzist, farebbero meglio a chiedersi da dove vengano eventuali sintomi di intolleranza, e magari chiedersi se un ruolo non ce l'hanno anche loro, e non continuano ad averlo anche adesso che sembrano aver indossato la maschera di paladini degli immigrati, improvvisamente diventati tutti santi.
7 pensieri:
I media si ricordano le campagne prima delle elezioni?
Io penso che qualcosa abbiano influito, così come influisce il tema della "tolleranza Zero"...
Sottoscrivo tutto quello che hai detto.
Ogni singola parola.
Sai vero che sei destinata a sopportare in silenzio mentre Roma brucia?
...senza essere disfattistista, personalmente, nonostante tutto, credo che l'unica possibilità, l'unica via di uscita, sia la politica. Per quanto faccia inorridire, è così. E' l'unico posto in cui puoi fare emergere una voce, cercare di darle fiato e far sì che essa si propaghi. E' ora, credo, che le persone per bene "inquinino" come un virus letale questa politica facendo riemergere idee che abbiano senso logico esattamente come le tue. Ognuno si scelga il contenitore politico che più gli è vicino, ma per favore cominciamo tutti a far cambiare registro ai parolieri della domenica.
Scusa lo sfogo. Ancora complimenti per il post.
se uno picchia un nero con una spranga gridandogli "negro di merda", oppure un cinese gridandogli "cinese di merda" o un omosessuale gridandogli "frocio di merda" come si deve definire? Certo il dibattito è davvero interessante e anche avvincente: chissà se si possono definire razzisti o no!
@seneca52: lo definisco idiota, e razzista anche. Ma non significa che gli italiani sono razzisti. Se no se vedo un rumeno che ammazza una persona posso dire che i rumeni sono assassini?
Ma non voglio entrare in questa questione. Quello che penso è proprio che la domanda non merita risposta, soprattutto se posta dai media.
Quoto Franca.
Tolleranza zero equivale ad intolleranza.
leggo il tuo post e rimango stupita: davvero pensi che i giornali vogliano chiedersi o approfondire un argomento così delicato? Non sia mai. meglio una bella pubblicità a colori con modelle dalle tette rifatte. Vendono un casino, sai?
Zion
Cara Vale, il razzismo è nei comportamenti, sarà difficile dargli una nome ed una cornice univoca, ma c'è, in tutta europa, anche qui da noi, il dibattito è aperto, tutti noi 'particolarmente sensibili' ne prendiamo parte. Carina la metafora del 'vuoi più bene a mamma o a papà'. La domanda mediatica è retorica, implica una condivisione di significato che non c'è, ci allontana dal problema reale. Tuttavia si leggono anche articoli interessanti, non butterei in blocco la 'stampa'. Spesso il vero problema è saper leggere dietro i titoli, pochi lo fanno.
1) vero, certi italiani sono razzisti da tanto tempo, magari sono razzisti differenziati, amano la baby sitter nera o sudamericana, ma parlano male del loro paese e delle loro abitudini. Molti non sono razzisti in senso lato, ma le paure sociali gli fanno alzare barriere culturali che diventano intolleranza.
2) vero, come è vero che questo governo ha soffiato sul fuoco in vari modi. ma non credo che chi ha posizioni critiche si senta offeso dalla accusa di razzismo, lo rifiuta e basta! non cadiamo nel ricatto del buonismo inventato dalla destra, se ci sono persone che difendono a spada tratta il diverso si prendano le loro responsabilità.
3) "...E i milioni di immigrati che vivono normalmente, senza infamia e senza lode, restano ancora e sempre senza voce": ineccepibile!
4) e' la stampa destrofila (libero, il giornale, ... i TG mediaset, Porta a Porta), che pone la domanda in maniera semplicistica o la rifiuta. Esiste un problema immigrazione, esiste un problema di intolleranza, esiste un problema di paura nell'altro, e tanti intellettuali stanno partecipando al dibattito, ma la gente si beve Bruno Vespa che invita il nero a cui la platea assicura che nessuno ce l'ha con lui per il colore della pelle. Tu citi una definizione di razzismo che però è riduttiva, ma è vero che gli italiani non posseggono una (o una sola?) loro natura.
5) hai ragione, ma esageri nel dire che i giornali son ora tutti paladini degli immigrati e che questi son tutti santi. Tutta la società civile ed il mondo politico di centro sinistra hanno sempre distinto tra chi delinque e chi no, a prescindere dalla nazionalità e dallo status, rifiutando la trappola del buonismo.
Sere fa ho visto Emilio Fede che commentava la manifestazione contro il razzismo di Roma, le immagini facevano vedere solo un momento in cui dietro uno striscione centinaia di immigrati neri erano silenti e un bianco ne coordinava il movimento, presumibilmente uno degli organizzatori ad inizio corteo. Il commento di Fede malcelava tutta la retorica razzista. "parliamo di razzismo, che non c'è', vedete, la sinistra ha portato a Roma gli immigrati, ma vedete che sono sani e sorridenti, nessuno li tratta male, non hanno da protestare nulla". e poi interviste, la vox populi, abilmente selezionata su cittadini milanesi che dichiaravano di non essere razzisti.
Avrei altre cose da dire, ma sarebbe noioso. Negli USA del 1963 Martin Luther King disse nel famoso discorso "I have a dreem". Anche allora ci si indignava per le accuse di razzismo, ma le società si sono evolute. Oggi un nero è candidato alla Casa Bianca, ma esistono altri neri, che nera la pelle non hanno.
Con tanta stima,
;-) duccio
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