Una volta quindi chiarito cosa penso delle manifestazioni contro la riforma dal punto di vista delle università, posso confessare cosa penso di queste stesse manifestazioni se considerate come fenomeno in sè.
Mi sembra che la riforma scolastica sia soltanto un pretesto per manifestare. E se fosse così, allora sarei davvero contenta. Contenta di vedere finalmente i giovani aver voglia di mostrare il proprio pensiero pubblicamente. E' proprio questa dimensione pubblica che si era a mio avviso del tutto persa, sostituita dalle conversazioni private, molto meno faticose e non in grado di interrogare il senso comune.
E sono contenta di vedere un po' di rabbia, un po' di voglia di andare contro (anche se magari non si sa dire esattamente contro quale comma del testo di legge si vuole andare contro), e la sensazione di avere in mano le possibilità, la forza e il potere per farlo.
La voglia di manifestare pubblicamente contro un "mood" dilagante. Questo ci vedo nelle proteste universitarie, e questo mi piace abbastanza.
Ecco, peccato che io arrivi sempre troppo tardi sugli eventi sociali :)
p.s. Questo non contrasta con le mie convinzioni sull'indifferenza nei confronti delle Università mal nascosta da queste stesse manifestazioni


5 pensieri:
Come ho già detto vedo molto male la "Riforma Tremonti" (questo è il vero nome di chi l'ha firmata e credo che ciò spieghi chiaramente la filosofia che l'ha ispirata).
Vedo invece molto bene queste manifestazioni che fanno pensare ad un risveglio delle coscienze...
one love
one accappatoio party
Cara Vale, la riforma scolastica non è un pretesto per manifestare e non è vero che non si sa per cosa protestare, basta leggere i giornali, le proposte dell'opposizione (quella del PD sulla scuola non è passata per 5 voti, alla faccia della maggioranza!) e dei sindacati, le ricercge ed i dati delle associazioni della società civile. E se anche fosse solo in parte un pretesto sarebbe giusto e motivato. '68; '77; la pantera; ... le proteste e le piazze sono cicliche in funzione di due macro cause: le cattive riforme o quelle incompiute dei cicli di studio e i disagi sociali.
La Riforma Tremonti citata giustamente da FRANCA, si insinua come un cuneo esplosivo nel disagio sociale causato da mille problemi ben conosciuti ma male o per nulla affrontati da 30 anni a questa parte. Immobilità sociale, precarietà, disoccupazione, potentati economici e lobbistici in tutti gli ambiti del mondo del lavoro, clientelarismo, concorsi truccati,... Mi ha colpito la frase di uno studente. Basta camminare a testa basta ed accettare tutto questo come un dato di fatto. Dobbiamo presidiare la democrazia, i diritti, fare opposizione. Per questo protestano studenti dei licei e universitari, assieme a genitori, bidelli, insegnanti, professori, assistenti, ricercatori e perfino presidi. E' un sistema che è in discussione, inserito in un sistema più grande, economico, capitalistico, profondamente in crisi. NO, NON ARRIVIAMO TROPPO TARDI, LA PIAZZA è PER TUTTI E DI TUTTI, IO SONO ANDATO ALLA MANIFESTAZIONE DELL'11 OTTOBRE E SARO' IN PIAZZA OGGI. LA DEMOCRAZIA NON E' UN VALORE ASTRATTO, VA PRATICATA E DIFESA.
;-) duccio
In questi giorni mi è capitato di parlarle di queste proteste, ecco le mie conclusioni.
Stiamo assistendo ancora una volta all'uno contro uno: docenti, studenti, professori, presidi da una parte e il ministro dall'altra. Ognuno con le proprie convinzioni, ognuno che crede di aver ragione. Ci troviamo davanti a un ministro incapace di affrontare la situazione, confusione su norme emendamenti e leggi, si parla di tagli, ma chi sa esattamente come avverranno, su che base avverranno, si parla di statistiche, ma quali. Il ministro dice che ci sono più bidelli dei carabinieri, bene, ma i numeri reali quali sono?
Se si clicca sul sito della pubblica istruzione sembra che in Italia non stia succedendo niente, nessuna azione di risposta, nessuna reale presa di coscienza.
Dall'altra parte mi piacciono alcune (e lo sottolineo) attività ce stanno creando gli studenti, tipo le lezioni in piazza Duomo a milano. Anche io credo che questa protesta abbia un pò risvegliato la mente e la coscienza delle persone e questo è positivo.
In ogni caso credo che nella scuola e nelle università ci siano una montagna di sprechi: i baroni esistono eccome, le ricerche tanto per far ricerca anche, non c'è valutazione, si fanno concorsi pilotati, i corsi di laurea con pochissimi studenti iscritti, scuole con 10 bambini...e via discorrendo.
Non sono totalmente contraria ai tagli (anche se vorrei capire in che modo avverranno), ma nello stesso modo non credo che questi tagli possano risolvere i problemi strutturali del sistema scuola, perchè per questo ci vorrebbe quella cosa chiamata riforma e che nessuno avrà mai il coraggio di fare.
LaBionda
Non conosco il mondo delle università, non conosco una virgola della riforma,ma rifiuto fermamente un paio di concetti:
Il mood dilagante...(di cosa si tratta? se è un mood avrà magari anche dei motivi validi per esistere o è tutto solo negativo?)
"Basta camminare a testa bassa" questa frase e l'idea che la democrazia vada "presidiata" sottendono un concetto di democrazia che non condivido: o sei con la protesta o sei un ignorantone non democratico.
Poi se la mettiamo che per i ragazzi un po di ribellione è salutare sono d'accordissimo. ma non parliamo di politica, per favore...
Posta un commento