29 febbraio 2008

Sl e religione

Mi è stata segnalata questa ricerca veramente interessante sul rapporto fra dimensione religiosa e sl.
Come sempre, dichiaro il mio scetticismo nell'affrontare questo tipo di tematiche attraverso un questionario, soprattutto se si tratta di una ricerca esplorativa, al quale avrei certamente preferito un altro metodo, e soprattutto una distinzione nel campione sulla base del coinvolgimento religioso.
Ma la ricerca è davvero interessante e merita una lettura (il link porta a un post, quindi rapido rapido).

Mi ha fatto molto riflettere la lettura di sl come "piattaforma di trascendenza"; credo che l'apertura verso la possibilità che da sl possano nascere nuove religioni, che abbiano lo stesso statuto di quelle esistenti nella rl (dichiarato dal 62% del campione) possa essere intesa come riflesso di una dimensione soprattutto esperienziale e comportamentale (ben il 17% dichiara di assistere a "funzioni" o eventi su base religiosa 1 o più volte al mese): riflesso di una nuova forma di "pratica" religiosa.
Sl quindi potrebbe essere un modo per esprimere, o forse anche per scoprire, la propria dimensione religiosa in modi e forme diverse da quelle della rl (con contaminazioni e sperimentazioni, per esempio) che si formano soprattutto attraverso le relazioni. Qualcosa in potenza che trova il modo, lo spazio e la forma di esprimersi.
In sl non valgono le stesse regole della rl, e proprio questa secondo me è la fessura da cui si aprono forme di espressione religiosa che forse nella rl non trovano spazio e forma (l'appartenenza religiosa del campione è molto curiosa, per esempio: varia, articolata ed eterogenea. Tanto per dire, 15,7% di atei, 17,2% di persone che non si ricoscono in nessuna appartenenza religiosa)

Non so se è chiaro quello che penso e quello in cui mi discosto dalla lettura dei ricercatori. Aspetto quindi il presieguo della ricerca con impazienza :)

Femminismo, maschile

Conversazione di ieri.

Lui: ho visto che i fortunati maschietti che possono partecipare alla cena delle girls sono solo 20.
Lei: una volta tanto sono le donne a dettare legge
Lui: dettare legge?
Lei: eh sì, perchè i maschietti erano ammessi solo su invito delle donne
Lui: ma neanche una sera potete stare senza uomini?
Lei: ....
Lui: ....

Però ho visto la lista dei 20. Va di lusso.

26 febbraio 2008

Cervelli, push e pull

Logicamente, i ricercatori stranieri non rientreranno più nelle quote della legge Bossi-Fini.
Il che mi fa pensare due cose
1) persino i principi che guidano le leggi partono da uno stereotipo dell'immigrato, tanto che le categorie degli intellettuali rappresentano eccezioni giuridiche
2) i ricercatori stranieri che desiderano lavorare nelle Università italiane mi stringono il cuore, molto più di quelli che vengono perchè cercano un lavoro disperatamente. Non pensavo che si potesse essere messi davvero così male :)

21 febbraio 2008

Maschilismo biblico

Non voglio passare nessun messaggio velato su quello che penso dei principi cattolici.
E la discussione sulla gravidanza che in questo periodo casualmente ha risvegliato la politica non fa da sfondo a questo post.

Semplicemente, più leggo la Bibbia più trovo assurdo lei e tutto quello che ne segue. Vi prego non iniziate con i tempi storici e le letture alla lettera, non è lì il punto. Solo che trovo che questo grande romanzo abbia la stessa credibilità dei principi mormonici (che ho conosciuto da poco, e sono esilaranti).
Ecco dunque una chicca sul maschilismo biblico.

"(....) Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per 7 giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi del suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finchè non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma se partorisce una femmina sarà immonda per due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue"
Levitico, 12,2.

Il sacrificio che segue dell'agnellino e di un colombo o di una tortora invece è lo stesso per maschi e femmine.

Immonda per 7 o 14 giorni. Speriamo 14. Speriamo non lavorativi.

19 febbraio 2008

Non scrivo da un po' e per un po'

Non scrivo da tanto, considerando i miei ritmi.
Un po' perchè sono senza forze. Nel verso senso della parola. Ho la pressione a terra, un po' di febbre, e un po' di disturbi intestinali tanto per non farmi mancare niente.

Un po' perchè non ho voglia di stare al pc (sì, lo so che voi bloggate anche dal pulsante del semaforo pedonale, io ancora e per un bel po' no...). Sto chiudendo dei lavori, passo tutto il giorno al pc, e appena posso fuggo dallo schermo.

Un po' perchè uno degli effetti collaterali della gravidanza è la narcolessia.

Un po' perchè non avendo molto tempo per leggere gli altri blog, mi vengono poche idee e non ho molto da dire, e quando ho un po' di tempo preferisco passarlo a leggere gli altri.

Un po' perchè se quello che ho scritto sopra è quello che vi perdete, beh, la blogosfera può fare a meno di me ancora per qualche giorno :)

08 febbraio 2008

Da lontano e da vicino

Segnalare eventi quando a Udine c'è state of the net e io sono a casa mi fa sentire un po' come andare a fare la lampada nel mese di agosto.

Però le iniziative mi sembrano di tutto rispetto.
- Il 15 febbraio, a Milano (alla IULM) ci sarà Social Media Lab 2, e a seguire il Minibar alla Triennale.

- Forse andremo (parlo al plurale, contiamo di essere una macchinata di comaschi) al BarCamp di Torino, però solo forse.

- Poi sto anche meditando di andare alla GirlGeekDinner, a patto che siano accettate anche le non proprio geek e che vengano elena e lapilli :)

07 febbraio 2008

Persone (2)

In questi giorni non ho molto da dire, quindi lascio la voce a chi ha storie che meritano di essere ascoltate.

Habiba, marocchina in Italia da moltissimi anni, oggi ha un ottimo posto di lavoro, nel reparto commerciale di una multinazionale (parla 3 lingue, ha un diploma, conseguito nel proprio Paese).
Ma all'inizio...

"Dopo pochi giorni ho subito capito che la ditta de import-export di cui il mio amico mi aveva parlato non esisteva, era tutta una truffa. Ho iniziato a parlare con persone del mio paese, che mi raccontavano che in Italia io potevo o andare a lavare i piatti oppure il marciapiede (...). Io pensavo “c’è qualcosa che non mi quadra, non torna niente”, avevo pensato anche di avere sbagliato posto perché non c’era niente di quello che avevo pensato! Non sapevo cosa fare, nessuno mi aiutava. Sai cosa vuol dire, ero venuta da sola contro il parere dei miei, con mio padre che mi diceva che mi sarei pentita, avevo studiato, e la gente mi diceva che l'unica cosa era andare sul marciapiede, ero veramente incredula. (...). Ha continuato a cercare lavoro andavo a Milano da sola ecc.., volevo qualsiasi cosa purchè onesta, finchè finalmente ha trovato un posto come badante per una nonnina di 85 anni, dove stata 7 anni. Non ero convinta di quel lavoro, speravo di trovare qualcosa d’altro, ma un mio amico mi ha detto:

per valutare fai così: dimenticati chi eri e cosa avevi fatto in Marocco, torna a zero, poi scendi sotto lo zero, poi ancora un po', e ecco, questo era quello che sei ora in Italia.

E' brutto, ma è l'unico modo per lavorare, onestamente, come volevo io.
Poi beh, la mia storia prosegue bene per fortuna (....)"

02 febbraio 2008

Media e generazioni. E tante domande

Una bellissima ricerca.

Per il tema, il rapporto fra media e generazioni, affrontato da vari punti di vista.

Per la metodologia, integrata e raffinata.

Per l'organizzazione della ricerca, davvero interuniversitaria.

Per come è raccontata e condivisa, passo dopo passo.

Segnalo con piacere i blog di alcuni dei ricercatori (fabio e giovanni, che da qualche tempo raccontano gli step in corso) e il sito del progetto.

E aspetto con ansia i risultati, certa che serviranno anche al gruppo di lavoro di cui faccio parte, che si sta occupando di una ricerca affine a questa, anche se più modesta, (e concentrata su media e generazioni dal punto di vista dell'immaginario, dei modelli mediali/identitari che lo abitano e del processo di costruzione di questi, differenziato per fascia di età e concentrato sulle relative adolescenze).

Media, immaginario, rappresentazioni sociali, costruzione del senso comune, narrazioni. Mi piacerebbe molto cercare di capire come questi processi e questi elementi si intreccano fra loro se spostiamo il ragionamento dai media tradizionali alla rete, intesa in questo caso soprattutto come medium che offre la possibilità di costruire contenuti (oltre che di diffonderli), attraverso la conversazione. Ne hanno parlato un po' durante la conferenza dell'altra sera in ua, ma non abbastanza (per mancanza di tempo)

Da un lato, forse, il ritorno al senso comune e all'immaginario come emergenza del chiacchiericcio quotidiano e comunitario. Ma non del tutto. Perchè i contenuti vengono da altrove, riguardano persone lontane nel tempo e nello spazio, si integrano (si affiancano, si compenetrano, decidete voi) con quelli dei media tradizionali ecc... Lo trovo un argomento affascinante, su cui ho molti interrogativi e nessuna risposta. Per fortuna :)