29 aprile 2008

Immigrati :quanti sono? (parte I)

Ieri si è parlato tanto di dati sull'immigrazione, presentati dal Ministero dell'Interno.

Non ho considerazioni, perchè non ho ancora letto i nuovi dati, e perchè come sapete voglio leggere i rapporti completi e non i commenti dei giornalisti.

Però solo quale informazione, per fare chiarezza:

- ieri è stato presentato il primo rapporto sull'immigrazione del Ministero: cioè, il primo rapporto del Ministero, che si basa su dati reali e non su stime. Insieme a questo, è stato presentato il secondo rapporto dell'Osservatorio Makno sull'immigrazione, che studia la percezione che gli italiani hanno degli stranieri, e viceversa (qui e qui il primo rapporto). Non ho ancora trovato il rapporto di cui si parla, spero di trovarlo.
L'unico commento che ho quindi ha a che fare con il rapporto in sè. Altro passo di una tendenza positiva in atto, la collaborazione degli Istituti che raccolgono dati, e l'allineamento delle fonti.

- non è però corretto parlare di discrepanza fra i dati del Ministero e quelli della Caritas. Un po' perchè i dati Caritas dell'ultimo rapporto erano la stima al 2006, calcolata sui dati ufficiali del 2005. Ma, soprattutto, perchè considerano due universi diversi. Il Ministero considera i residenti, mentre la Caritas considera i soggiornanti. Ai residenti (coloro regoloramente iscritti al Comune di residenza), cioè, la caritas somma i nuovi nati, le domande presentate per assunzione, i visti rilasciati per ricongiungimento familiare, quelli lasciati per motivi religiosi ecc... Alcuni di questi, rientreranno nel tempo nei residenti, altri forse no. E' normale, però, che i soggiornanti superino i residenti, dato che li comprendono.
Per inciso, peraltro, i dati Caritas e quelli del Ministero sono elaborati dalla stessa base dati, quella Istat. Non potrebbero, a logica, essere in contrasto.

Non ho altro, per ora. Mi leggo il rapporto e poi dirò qualcosa.
p.s. dall'indice, però, sembra veramente interessante; è stata fatta anche una ricerca sulla presenza mediale dell'immigrato, che leggerò con particolare cura.

27 aprile 2008

Mille Melog

Pensavo di sentirne parlare di più in rete, ma non ho trovato moltissimo.
Sicchè, (quanto mi piace sicchè, solo che qui non si usa mai) dico qualcosa io.

Trovo che l'esperimento di Gianluca Nicoletti su Facebook sia molto interessante.
Per chi non lo sapesse, un po' come aveva fatto con second life, ma questa volta con un progetto completamente diverso, quel folle di Nicoletti prova a entrare con Melog nella rete, e a portare avanti un progetto in cui radio e rete si intrecciano, diventando in sostanza canali, o luoghi, in cui si colloca e prende forma il gruppo di Melog. Dico apposta così, perchè in questo modo Melog non è più, o non è tanto, una trasmissione.

Da poco infatti Nicoletti si è innamorato di Facebook, che ha inizialmente utilizzato come canale per comunicare con i suoi ascoltatori (al posto delle mail o degli sms), e che sta ora usando come strumento per organizzare e per realizzare quella che chiama la "serata della passione", probabilmente una serata in cui si trasmette su radio 24 un "evento" Melog in cui saranno circa in 400, con collegamenti con le "altane della passione" sparse per l'Italia e per il mondo. L'evento, così come le altane, si stanno organizzando su e con facebbok.
Io trovo che l'esperimento di Nicoletti sia emblematico.
Rende particolarmente visibile l'attuale esistenza di meccanismi che caratterizzavano le prime esperienze di fruizione mediale (un linguaggio comunitario che sottolinea l'esistenza di confini: la passione, i "melogmani", l'"Impresa dei mille melog" ecc.., l'organizzazione di gruppi di ascolto, il sentirsi parte di un pubblico -ristretto- , la creazione di una "cultura mediale" specifica di un prodotto ecc..., ).
Al tempo stesso, è un esperimento diretto della possibile fusione fra media tradizionali e rete: utilizza strumenti della rete, facendoli usare a chi non li conosceva affatto (dei mille buona parte ha creato un profilo su Facebook proprio per l'occasione), organizzando iniziative col contributo diretto, e visibile, degli ascoltatori. E poi, aspetto che considero un vantaggio in sè, prova a creare ponti e collegamenti fra mondo on line e mondo off line, che trovo invece sempre più separati e autoreferenziali.

So bene che il modo in cui Nicoletti usa questi strumenti non è quello proprio della rete. Voglio dire, crea conversazione dall'alto, è piuttoso accentratore, gestisce gruppi che molto probabilmene non esisterebbero al di fuori di lui (più che del progetto ecc...).

Trovo però che questo progetto merita l'interesse di chi riflette sui media.
Non necessariamente per amarlo, ma per osservarne la portata a mio avvviso molto innovativa.

Mondine in sl

Ne hanno già parlato loro, meglio di me (qui, qui, qui, qui, qui, o direttamente qui, ecc...).

Hanno parlato di Mondine in Sl, una parte del più grande e bellissimo progetto delle tantissime persone che stanno rendendo e mantenendo viva l'esperienza delle mondine. Che stanno facendo quindi qualcosa che va molto oltre il semplice ricordarle.

Le mondine da adesso vivono anche in sl, oltre che nei tanti altri luoghi in cui abitano. Vivono attraverso chi indosserà i loro vestiti, immaginerà lo sforzo di camminare e lavorare nei campi, ascolterà le loro voci, ecc..

Non mi piace nominare le persone che fanno parte di questo progetto, perchè il suo senso è proprio di far partecipare tutti a questo mondo ancora così vivo e presente.
(Poi anche perchè dovrei ammettere che il mio contributo è meno-che-nullo...)

Però elena e alberto vanno nominati per forza, perchè è grazie a loro che le mondine, un pezzo così importante della nostra storia, oggi hanno un altro strumento per far ancora parte di noi.

22 aprile 2008

Il blog più blog del mondo

Sì, adesso direte che lo conoscevate da un pezzo (il che mi infastidisce da più punti di vista).
Io invece il blog più bello l'ho scoperto da pochissimi giorni grazie a Chiara. Quello di una signora, Angela, vissuta alla fine dell'800, che si racconta tramite post quotidiani attraverso la delicata mediazione temporale di Marco.

Nella schizofrenia dei miei studi la cosa che mi ha da sempre affascinato è la narrazione, declinata ovviamente nel racconto di sè. Nell'imbarazzo delle cose che ho scritto quella che ho amato di più è un capitoletto sulla storia delle scritture autobiografiche.

Ecco, questo blog per me rappresenta in un certo senso l'emblema di tutti i miei interessi.
Un blog, nella declinazione di diario intimo e pubblico. In cui il passato dialoga col presente. Specchio del tempo in cui le pagine sono scritte, ma al tempo stesso di quello in cui sono pubblicate. Una conversazione, con una persona presente e assente nello stesso momento.
La poesia della cadenza temporale, delle forme espressive passate, dei riferimenti storici lontani, che si apre al commento dei visitatori e in questo modo dialoga, sposandosi meravogliosamente con la tecnlogia e il linguaggio di oggi.

La smetto ora, anche perchè più scrivo più mi accorgo che non riesco a spiegarmi.

16 aprile 2008

De Kerkchove, sulla rete

Aspettando l'incontro di stasera, riporto alcuni (un centesimo) dei concetti che De Kerckhove ha espresso durante l'incontro di ieri, in cui ha parlato della rete attraverso le "premonizioni" di McLuhan. Io non sono certo discepola sua, ma è stato interessante vedere come concetti, frasi ed espressioni coniate fra gli anni '60 e gli anni '70 sembrano essere state scritte oggi per descrivere, di volta in volta, Facebook, Wikipedia, i tag, e tutto quello che oggi abita e fa la rete.

Al di fuori dei riferimenti McLuhaniani, mi è rimasta particolarmente impressa la definizione di Second Life come "Immaginario oggettivo", e la visione di sl come "tappa di maturazione tecno-psicologica dell'umanità" e come "esportazione ed estroflessione della coscienza e del corpo"

De Kerckhove ha parlato anche di globalizzazione, definendola "invenzione dell'elettricità che si risolve attraverso l'elettricità", e del terrorismo come fenomeno glocal, sotttolienandone la dimensione locale a cui corrispondono effetti globali.

Ha parlato anche di altro, ovviamente, come dei touch screen come punto evolutivo della logica del pensiero tattile, che nasce dalla relazione fra visivo e pensiero.

E ha spesso accennato alla questione della sicurrezza, del "fascismo elettronico", della necessità della massima apertura e liberazione come unica possibile risposta al problema della sicurezza in rete. Poi, ha accennato qualcosa sui nostri politici, sulla loro collocazione all'interno delle ere mediali, su cui si è prontamente censurato, a modo suo....

E' troppo difficile riassumere tutto quello che ha detto, quindi mi fermo qui.
(Inutile dire che il virgolettato è riportato da appunti miei, quindi è possibile che ci siano errori o incompresioni)

15 aprile 2008

Elezioni: considerazioni metodologiche

I sondaggi elettorali non sono il mio campo.
Quindi faccio solo qualche considerazione a margine, al solito dal punto di vista metodologico.

La prima, è la conferma del mio parere espresso qualche giorno fa, secondo cui la profonda importanza ai sondaggi durante la campagna elettorale è stato un errore metologico grave e grossolano. Exit poll e sondaggi elettorali sono infatti sostanzialmente paragonabili come metodologia di ricerca (dichiarazioni di un comportamento, passato o futuro, che misurano appunto quel fenomeno: le dichiarazioni). Sono metodi validi, come tutti, a certe condizioni e in certi casi.
Però, sono ancora più convinta che era meglio parlare di altro...

Il secondo, molto più generico, parte dalla considerazione che gli exit poll rappresentano probabilmente l'esempio di indagine più delicata e precisa, da diversi punti di vista. Sono talmente tanti e di tanta portata gli interessi e le pressioni che guidano gli exit poll, che in occasione di queste rilevazioni succede ciò che nelle altre indagini non succede mai: si confrontano più studi sullo stesso fenomeno, attraverso rilevazioni paragonabili e concettualmente contemporanee; si rileva il fenomeno su un campione raffinato e statisticamente rappresentativo (da non confondere con sufficientemente ampio); si riflettono interessi opposti; si è sottoposti a processi attenti e durissimi; non in ultimo, si opera un confronto diretto col fenomeno reale dopo 10 ore circa.

Fatte queste considerazioni, ieri gli exit poll ci hanno detto che c'era il 95% di probabilità che le percentuali di voto fossero distribuite entro un certo intervallo (così si dovrebbe leggere l'intervallo di confidenza); di fatto, lo scarto con il fenomeno è stato indicativo.

Questo a mio avviso dovrebbe far nascere qualche riflessione generale sull'uso che viene fatto solitamente dei dati. Consideriamo che: solitamente le ricerche (spesso almeno) non sono svolte con la stessa precisione metodologica degli exit poll; che praticamente il risultato di un'indagine campionaria non viene mai confrontato con il fenomeno reale (se si fa una ricerca su un campione è proprio perchè l'universo non è esplorabile); che il processo di rilevazione è nella gran parte dei casi un dettaglio che lascia spazio al risultato.

Questo dovrebbe farci pensare che la corsa alle percentuali che solitamente muove i committenti e i destinatari delle ricerche merita una riflessione. Dovrebbe farci sviluppare un senso critico nei confronti dei processi attraverso cui si producono i dati, perchè sono una componente costitutiva dei dati stessi. Dovrebbe farci incuriosire nei confronti di questo tanto inflazionato concetto di campione, che solitamente si riduce al numero di rispondenti, come se fosse legato da un legame direttamente proporzionale fra numerosità e rappresentatività. Dovrebbe farci dissentire dalla diffidenza verso le ricerche qualitative, che sarebbero meno scientifiche.

E, ripeto, dico tutto questo proprio perchè considero queste rilevazioni (gli exit poll di ieri) ben condotte, ben comunicate, ben realizzate.

14 aprile 2008

Meme per voi

Raccolgo volentieri l'invito da Enrica, e soddisfo la vostra (immagino) impellente curiosità di sapere quali sono le 6 cose che mi piace fare.

Dunque, in questo periodo le cose che mi piace fare sono (in ordine non necessariamente gerarchico):
- sognare il momento in cui vedrò il mio bambino
- stare con andrea, in ogni modo, in tutti i sensi
- dormire in tenda in montagna
- viaggiare, con lo zaino in spalla, e trovarsi in situazioni grottesche
- passare il tempo con laura, betty e luciana, impagabili
- cambiare idea

Dunque, i miei 6 nominati sono
- Duccio, per i motivi per cui lo nomino tutte le volte
- Franca, perchè sono proprio curiosa delle sue risposte
- Elena, per vedere se sono quelle che immagino
- Chiara, perchè mi interessa sostanzialmente tutto quello che ha da dire
- Laura e Roberta, così imparano :P

Istruzioni: per fare il meme devi
- linkare chi te l'ha mandato
- inserire le regole di svolgimento
- scrivere 6 cose che vi piace fare
- nominare altre 6 persone
- lasciare un commento sui blog dei 6 amici

Forse vanno seguiti in quest'ordine, però un margine di libertà non si nega a nessuno :)

Elezioni: i miei lati positivi

Mi vien difficile trovare il lato positivo del risultato che si sta sempre meglio delineando.
Difficilissimo non essere delusa, da nordica, del risultato della Lega. Non è un'affermazione democratica, ma mi si concederà.

Però, dovendo e volendo ragionare in positivo, posso dire di aver realizzato che la sconfitta elettorale può avere alcuni lati positivi, come:
- il riemergere del formicolio ideologico di sinstra: la sola idea di Berlusconi al governo ha già risvegliato in me uno spirito combattivo che si era sopito per qualche mese (ho già avuto uscite accorate, passionali, universali e totalizzanti)
- l'aumento delle occasioni di divertimento: ora che Berlusconi avrà più spesso modo di rappresentare l'Italia in occasioni ufficiali e delicate, si moltiplicano le possibilità di gaffe esilaranti (sotto certi punti di vista)
- la possibilità di una satira più divertente di quella degli ultimi anni (a teatro)
- la crescita della mia voglia di tornare a votare
- l'eventualità che io mi sbagli e mi ricreda sulla coalizione che non ho votato

Vi prego, datemene altri
E prego i miei familiari di non commentare :)

08 aprile 2008

Ciò che è mio è mio

Collaborazione, condivisione, uninione: sul lavoro queste parole sono sinonimo di stronzata.
Generalmente descrivono la situazione in cui uno cerca di collaborare, condividere e unire e gli altri trovano il modo migliore per avvantaggiarsi e farsi strada da soli.
E te rimani lì con il tuo principio di condivisione e collaborazione come una cretina.

07 aprile 2008

De Kerckove reale e virtuale

Martedì 15 Aprile alle 14.30 Derrick de Dekerckhove sarà alla IULM per un incontro dal titolo "Ognuno è creativo - Sull’eredità di Marshall McLuhan". Ma poi pure lui è creativo, quindi parlerà anche di altro :)
L'incontro è aperto a tutti, e a mio parere meritevole.

Mercoledì 16, alle 21, sarà invece all'UnAcademy. Ci si iscrive qui.

04 aprile 2008

Difendi la vita

L'esperienza di Giulia.
Spero che Ferrara torni presto a mangiare.

02 aprile 2008

La dolcezza della paternità

Ieri sera, verso le 22.30.
Momento epico, di quelli che senti la musica anche se non c'è.
Sdraiata sul letto, le mani sulla pancia, mi sembra di sentire qualcosa, un movimento.
Allora chiudo gli occhi, in silenzio, aspettando un altro movimento, anche impercettibile, la prima comunicazione fra me e il mio bambino.
Gli parlo ad alta voce, magari mi sente: "dai piccolino, fatti sentire ancora dalla mamma"

Andrea ci sta guardando, ma non me ne ero accorta. E mi dice, con naturalezza:
"ma perchè inizi già adesso a martoriargli le palle?"