I preservativi non servono. Serve piuttosto l'umanizzazione della sessualità.
18 marzo 2009
Preservativi
17 marzo 2009
Fastweb
Poi farò commenti sul servizio clienti e tutto il resto che mi avete segnalato.
Pubblicato da valentina orsucci a 15.05 0 pensieri Link a questo post
Etichette: fastweb; connessione
10 marzo 2009
Ricerca in rete
Premesso:
Scrivo questo post con molta fretta = niente link (niente connessione ancora. Passati a fastweb, ora il problema è che telecom non ha celle libere)
Per vari motivi, le mie riflessioni sono poco aggiornate.
Qualche tempo fa, grazie a una conversazione con Luca, ho pensato un po' allo stato della ricerca sulla rete.
A meno che non sia cambiato tutto in questi mesi, credo che ci troviamo in una specie di spartiacque.
E' passata certamente la prima fase, prettamente esplorativa. In sostanza, quella che ha visto protagonisti ricercatori che osservavano un fenomeno che non conoscevano per individuarne gli elementi di cui è fatta, dando loro un nome e delle coordinate concettuali (vedi, teorie cmc)
E' passata anche la secondafase , quella diciamo "presuntuosa": ricercatori che credono di conoscere un fenomeno e ne descrivono elementi non necessariamente fondanti, anche a causa di errori sistematici nella progettazione e nella scelta dello strumento di ricerca (vedi soprattutto letture sugli effetti della rete).
Oggi chi si accosta allo studio della rete è sempre più spesso qualcuno che la vive dall'interno.
Questo porta naturalmente a una maggiore conoscenza e possibilità di comprensione del fenomeno. E porta, soprattutto in certi campi di questo mondo, a una migliore selezione degli strumenti, anche perchè più facilmente accettati dai soggetti osservati.
Trovo però che ci siano 2 grossi limiti (io perlomeno li vedo così) nello stato attuale della ricerca in rete e sulla rete.
In primo luogo, il fatto che ci sia stata innovazione nei metodi di ricerca, ma non molta negli strumenti. Intendo dire, le ricerche sono sempre più progettate e realizzate in modo integrato come approcci e metodi (qualitativi e quantitativi, ad esempio). Sono spesso innovative (o perlomeno, consapevoli) dal punto di vista del disegno della ricerca (per esempio prevedendo la partecipazione dei soggetti non solo come rispondenti, ma come "ricercatori" essi stessi, coinvolti in tutte le fasi della ricerca, nella stesura della traccia, nell'individuazione degli item, nell'analisi dei dati e nella restituzione in itinere dei risultati).
Non vedo però ancora una grande innovazione dal punto di vista degli strumenti. O meglio, mi pare che gli strumenti di ricerca siano ancora "adattamenti" o "trasposizioni" on line degli strumenti tradizionali. Interviste on line, questionari on line ecc... Forse l'analisi dei dati e del contenuto è la "zona" più fervida ( inevitabilmente?). O forse, per una volta mi azzerderei a dire che i metodi quantitavi battono in innovazione quelli qualitativi, al momento.
Un secondo limite è a mio avviso proprio il coinvolgimento del ricercatore.
Certo, non c'è niente di più grottesco di chi cerca di studiare la rete recitando il nativo (infiniti gli esempi, anche personali). E certo, la rete è molto ostica come soggetto (io metterei queste persone al pari degli adolescenti, come difficoltà di relazione ricercatore-ricercato). Però io credo che l'elevata esperienza del ricercatore in questo campo non faccia troppo (o solo) bene alla ricerca.
Non tanto per la ovvia questione del coinvolgimento del ricercatore. Piuttosto, è l'eccessivo coinvolgimento "cognitivo" del ricercatore a limitarne la possibilità di operare uno sguardo davvero innovativo ( e forse ne limita anche la discussione dei risultati). Le ricerche si specializzano, ma a mio avviso soprattutto per certi campi o applicazioni sarebbe invece necessario uno sguardo più vergine, ma inevitabilmente più curioso e macro. Non sarebbe un ritorno alla prima fase, assolutamente. I tempi sono assolutamente maturi, a mio avviso, per questo spostamento di sguardo.
Mi rendo conto che forse le due cose sono incompatibili fra loro: cambiare natura e linguaggio di strumenti potrebbe essere in disaccordo con una lettura meno interna del fenomeno, non so.
Forse sarebbe l'intergrazione di ricercatori a livello di progettazione e analisi a poter dare un valore aggiunto
Mi faccio delle domande senza avere le risposte, e sono consapevole di essere colpevole praticamente di ognuno dei peccati sopra elencati.
Pubblicato da valentina orsucci a 17.34 2 pensieri Link a questo post
Etichette: metodologia
03 marzo 2009
Ale e zia elena

Grazie alla zia elena, che ci viene a trovare e mantiene i contatti al posto mio, c'è in rete qualche foto di alessandro...
Pubblicato da valentina orsucci a 14.00 6 pensieri Link a questo post
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