24 aprile 2009

Toccabile

I cartelloni politici sono veramente interessanti, non me ne ero mai accorta prima :)
Per dare il meglio di sè, qui.
Per rifletterci un attimo sopra, qui.

23 aprile 2009

Kebab and company, spaghetti & Co

Si è già discusso tanto sulla nuova legge regionale per la ristorazione da asporto in lombardia.

Sul Il Giornale di oggi, pag 43, scrive Gianandrea Zagato

Al di là delle cifre, stavolta però c'è una certezza: "spariranno dal centro di Milano" (si riferisce ai negozi di kebab). Virgolettato che non ammette repliche, quello firmato da Davide Boni, assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia.
(...)
Il sindaco Letizia Moratti può individuare nel piano regolatore vigente un'area, un ambito territoriale off limits per kekbab and company.

Tralasciando commenti sull'espressione "kebab and company", faccio i complimenti alla Regione Lombardia: non sapendo far rispettare regole agli esercizi commerciali (tutti), ripulisce il centro creando le premesse per confindare i ristoranti "etnici" in periferia.
Ottima e illuminata mossa.

22 aprile 2009

Reality show e diversità culturale

Stamattina ascoltavo Ferrara a radio 24 che parlava di reality show e in particolare della vincita del ragazzo rom al grande fratello.

Si davano varie interpretazione, da quelle scettiche secondo cui far vincere il rom (e in generale il diverso, un po' come Luxuria all'Isola dei Famosi) sarebbe una sorta di "redenzione" per la nostra generale diffidenza. Una sorta di riscatto per la coscienza.

Altri sostenevano la vittoria della "storia umana" (pare molto travagliata, io non l'ho seguito a dir il vero), ossia la rappresentazione in scala della necessità di poter pensare al riscatto sociale, alla possibilità, all'ottimismo.

Volendone dare una lettura sociologica e ammesso che questa sia pertinente, credo che queste vittorie possano essere viste attraverso riflessioni molto più semplici: nascono secondo me da motivazioni che attengono solo alla storia del singolo concorrente, e che si rfilettono solo indirettamente sull'aspetto del gruppo di appartenenza (i rom o i trans): hanno vinto cioè le singole storie che stavano dietro alle singole persone, e questo è a mio avviso il primo passo per un processo di reale accettazione dell'altro.

Voglio dire che la reale convivenza si genera solo quando si riescono a vedere i singoli come tali e non come espressione di un gruppo, le persone come singole storie su cui formarsi un'opinione, senza ricondurle a narrazioni di gruppo.

Non penso quindi che queste vittorie abbiano nulla a che vedere col razzismo o con la capacità di accoglienza verso la differenza degli italiani. Non penso che chi ha votato quel ragazzo abbia voluto esprimere un'opinione sui rom, sul multiculturalismo o sui trans.

E' proprio per questo che credo che siano piccoli segnali, fondamentali proprio perchè piccole sciocchezze, e non gesti simbolici.

20 aprile 2009

Aggiornamenti

Scrivo poco o nulla, perchè in questo periodo sto cercando di affrontare un po' di problemi familiari, sto cercando lavoro (che è un lavoro anche questo), sto cercando di lavorare, sto cercando un posto dove far passare 3 minuti ad alessandro senza che si ribalti.
Sto cercando di fare tutte queste cose, senza riuscire a farne neanche una.