A me i buoni pasto vanno un po' di traverso.
Il datore di lavoro li paga quanto il loro valore reale (es 6 Euro).
Il cliente li utilizza nel loro valore di scambio (ossia quello impresso sul buono, es. 9 Euro).
Il commerciante che li accetta viene rimborsato per il loro valore reale (es. 6 Euro).
In sostanza: il datore di lavoro ci guadagna. Il commerciante ci rimette molto. Il cliente, dipende.
Per quanto riguarda me, che non riesco ad utilizzare i buoni pasto a pranzo o a cena, questi mi obbligano di fatto a fare la spesa nell'unico supermercato che li accetta, nel quale non mi trovo affatto bene.
Ponendo egocentricamente il mio caso come centro dell'universo interessantissimo dei buoni pasto, ne deduco che i buoni pasto convengono solo al datore di lavoro, che di fatto dichiara di pagare un dipendente più di quanto lo paga davvero.
(a questo si aggiunga peraltro il fatto che tendo a perderli, variabile che potrebbe incidere sulla mia avversione verso i buoni pasto)
4 pensieri:
Il vostro contratto permette di scambiare il valore dei buoni pasto facendo spesa nel supermercato concordato?
dal danno alla beffa.............
Sì, ma non dipende dal contratto di lavoro. E' una scelta del supermercato (bari, ristorante ecc...) quella di accettare i buoni pasto oppure no
Sì, però è altrettanto una scelta quella del datore di lavoro di pagare dei buoni fatti solo per la mensa, nel mio caso, interna.
Forse allora si può parlare di doppia truffa concordata ai danni del lavoratore.
Quindi in sostanza ti danno dei soldi che gli devi ridare? Mi sa che in questo caso fatto 10 il valore nominale dei buoni pasto all'azienda costano 2....
Orco questa soluzione non l'avevo ancora sentita.... (spero che almeno si mangi bene)
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