26 gennaio 2012

Punizione

Problema: alcune ragazzine prendono in giro una compagna.

Specifiche: classe prima, brave ragazze, la presa in giro è fatta con leggerezza.

Proposta di intervento.

Mi sono molto confrontata con la tutor della classe in questione che, con grande invidia da  parte mia, ha più contatti con i ragazzi rispetto a me.
Partendo dalla necessità di evitare la "presa da parte con relativo drammatico e inutile discorsetto" su quanto sia sbagliato fare queste cose (li odiamo entrambe), concordavamo nel ritenere che il nostro obiettivo dovesse essere quello di trovare il modo di mettere queste ragazzine nei panni di chi viene preso in giro, per cercare di far loro pensare a come ci si sente in quelle occasioni (spostando quindi l'attenzione da chi prende in giro verso chi viene preso in giro).

Le ho proposto di fare un'ora in quella classe (la classica "ora buca") facendo vedere parte dell'intervista di Lady Gaga a Mtv, soffermandosi sul pezzo in cui lei racconta, commossa, di quando i compagni la schernivano, arrivando a gettarla nella spazzatura. Il resto della lezione, ovviamente, sarà fatta dei commenti (guidati) dei ragazzi. (Idea concertata con andrea)
Ho pensato a questa soluzione per tre motivi:
1. Mostrare loro una persona di grande successo, in modo da evitare l'effetto "sfigato"
2. Far vedere cosa si prova, e quanto queste cose apparentemente stupide possono far soffire
3. Riflettere sulla possibilità di girare in positivo le brutte esperienze (utile sempre....)

Vediamo cosa succede.

Per la cronaca: sono sempre alla ricerca di idee per punizioni costruttive.

5 pensieri:

Elena Trombetta ha detto...

Che bello che sei tornata a scrivere: non sai quanto mi fanno riflettere i tuoi post ...

valentina orsucci ha detto...

Grazie...

Anonimo ha detto...

Mi sembra molto bella l'idea di renderli consapevoli delle conseguenze negative di ciò che fanno.
Io li farei parallelamente riflettere bene anche su quelle positive: che cosa ottieni quando prendi in giro la compagna? Fai ridere tutti i tuoi compagni? Ti danno attenzione? Ti considerano in gamba? Cos'altro?
Analizzerei la situazione in dettaglio, senza giudizi, con il diretto interessato, fino a che sia lui che io siamo ben consapevoli di quello che succede, di negativo e di positivo, per lui e per gli altri.
A quel punto è il ragazzo a doversi prendere la responsabilità di proseguire così, o di cercare, anche con il nostro aiuto, soluzioni alternative, che magari gli diano le sicurezze che cerca ma senza costringerlo a far soffrire altri compagni. Ma è lui a decidere se impegnarsi in tal senso.
Che ne pensi, ti sembra fattibile?

valentina orsucci ha detto...

Mi sembra molto molto interessante. Grazie mille dello spunto davvero.

Zion ha detto...

io sono da sempre per il taser ma in maniera costruttiva!!! xD

ps ottima soluzione, io davvero rimango sempre con pochi strumenti di fronte alla necessità di educare.