26 gennaio 2012

Punizione

Problema: alcune ragazzine prendono in giro una compagna.

Specifiche: classe prima, brave ragazze, la presa in giro è fatta con leggerezza.

Proposta di intervento.

Mi sono molto confrontata con la tutor della classe in questione che, con grande invidia da  parte mia, ha più contatti con i ragazzi rispetto a me.
Partendo dalla necessità di evitare la "presa da parte con relativo drammatico e inutile discorsetto" su quanto sia sbagliato fare queste cose (li odiamo entrambe), concordavamo nel ritenere che il nostro obiettivo dovesse essere quello di trovare il modo di mettere queste ragazzine nei panni di chi viene preso in giro, per cercare di far loro pensare a come ci si sente in quelle occasioni (spostando quindi l'attenzione da chi prende in giro verso chi viene preso in giro).

Le ho proposto di fare un'ora in quella classe (la classica "ora buca") facendo vedere parte dell'intervista di Lady Gaga a Mtv, soffermandosi sul pezzo in cui lei racconta, commossa, di quando i compagni la schernivano, arrivando a gettarla nella spazzatura. Il resto della lezione, ovviamente, sarà fatta dei commenti (guidati) dei ragazzi. (Idea concertata con andrea)
Ho pensato a questa soluzione per tre motivi:
1. Mostrare loro una persona di grande successo, in modo da evitare l'effetto "sfigato"
2. Far vedere cosa si prova, e quanto queste cose apparentemente stupide possono far soffire
3. Riflettere sulla possibilità di girare in positivo le brutte esperienze (utile sempre....)

Vediamo cosa succede.

Per la cronaca: sono sempre alla ricerca di idee per punizioni costruttive.

20 gennaio 2012

Buoni pasto

A me i buoni pasto vanno un po' di traverso.

Il datore di lavoro li paga quanto il loro valore reale (es 6 Euro).
Il cliente li utilizza nel loro valore di scambio (ossia quello impresso sul buono, es. 9 Euro).
Il commerciante che li accetta viene rimborsato per il loro valore reale (es. 6 Euro).

In sostanza: il datore di lavoro ci guadagna. Il commerciante ci rimette molto. Il cliente, dipende.

Per quanto riguarda me, che non riesco ad utilizzare i buoni pasto a pranzo o a cena, questi mi obbligano di fatto a fare la spesa nell'unico supermercato che li accetta, nel quale non mi trovo affatto bene.

Ponendo egocentricamente il mio caso come centro dell'universo interessantissimo dei buoni pasto, ne deduco che i buoni pasto convengono solo al datore di lavoro, che di fatto dichiara di pagare un dipendente più di quanto lo paga davvero.

(a questo si aggiunga peraltro il fatto che tendo a perderli, variabile che potrebbe incidere sulla mia avversione verso i buoni pasto)

16 gennaio 2012

Ho dato un occhio ai dati relativi alla classifica delle città italiane sulla qualità della vita, uscito nei mesi scorsi. (Qui il reportino sulla città di Como).
I risultati sono ormai noti: Como ha perso 11 posizioni. Leggendoli, mi è saltata all'occhio la pessima posizione che la città occupa sull'indicatore "tempo libero" (68esima posizione su 100).

La curiosità mi è nata però considerando questa posizione alla luce dei dati  riportati in un articolo di Repubblica sui settori in cui (crisi permettendo) sembra più facile trovare lavoro, fra cui, per interesse professionale, ho subito notato la presenza dei settori ristorazione e benessere (estetica in particolare).
Diversi i motivi per cui ogni mia considerazione a riguardo sarà fallace: i dati sulla qualità della vita sono su base territoriale mentre quelli dello studio excelsior da cui è tratto l'articolo di Repubblica sono nazionali (quelli su base territoriale che si trovano qui sono simili, ma mi sembra di capire che inseriscano il settore benessere all'interno della più ampia categoria "servizi alla persona" ); oltre a ciò, questi utlimi si riferiscono a previsioni relative all'anno 2011 (sarebbe corretto osservare invece  i dati a consuntivo, che però non ho trovato); non in ultimo, l'indicatore "tempo libero" raccoglie attorno sè moltissime variabili molto diverse fra loro.

Faccio però lo stesso una banale considerazione: per una tendenza che mi pare sembra essere quella della tenuta dei settori legati al tempo libero di basso costo (ristorazione ed estetica sono servizi di diversa natura rispetto, per esempio, a quello dei viaggi), e a fronte di un punto di debolezza della città che è specularmente proprio  concentrato su questo aspetto (ulteriormente confermato dalla perdita di posizione relativa all'indicatore sul tenore di vita), direi che la tenuta del settore benessere e ristorazione possa rappresentare per la città un (fievole) spiraglio di speranza, non tanto da un punto di vista economico, che considero consequenziale, quando dal punto di vista di una caratterizzazione in termini di identità professionale.
Ovviamente, si tratta anche di settori facilmente attaccabili dalla concorrenza basata sulla scarsa qualità del servizio (su questo mi pare però che almeno sul settore benessere - acconciatura- la Regione Lombardia stia prendendo alcune buone misure in questa direzione, non ultima l'entrata in vigore dell'abilitazione professionali per l'apertura di un'attività).
Detto ciò, ritengo che formare ragazzi competenti in queste professioni sia una sfida importante, in generale ma per la nostra città in particolare.
Ci proviamo.

12 gennaio 2012

Il Sindaco di Senna Comasco prima di Natale ha inviato a tutti i cittadini questa lettera, che riporto.
Pare che qui a Navedano continueremo a vedere solo la nebbia dalla finestra.
Fantastico.
Non per essere scettica, ma mi pare troppo semplice...


Cari concittadini, 
torniamo a Voi per parlare della tangenziale di Como – secondo Lotto. 
 Il progetto della Regione Lombardia prevedeva che il tracciato di tale opera partisse 
dall’Acquanera (zona inceneritore di Como) e attraversasse il nostro territorio comunale passando nei prati e nei boschi che dividono l’abitato di Senna da quello di Navedano. 
 Poiché si tratta di un percorso delle dimensioni di un’autostrada, non è difficile immaginare il 
danno ambientale e sociale che ciò avrebbe causato. 
 Di fronte a tale situazione, questa Amministrazione si è subito attivata, dapprima organizzando 
delle assemblee pubbliche e poi promuovendo la costituzione di un Comitato formato da cittadini e 
Associazioni. 
 Successivamente si è fatta capofila di un ulteriore gruppo di lavoro costituito da tutti i sindaci dei 
Comuni interessati da questo tracciato autostradale. 
 In data 12.12.2011, presso il Centro sociale di Via Roma, i Sindaci dei Comuni di Senna, Capiago 
Intimiano, Montorfano, Casnate con Bernate,  Alzate Brianza e Alserio, hanno sottoscritto un 
documento con cui hanno concordato che il tracciato  alternativo alla proposta regionale è quello che 
dall’Acquanera giunge fino ad Orsenigo attraversando il comune di Como e di Montorfano quasi 
integralmente in galleria. Tale tracciato preserva  integralmente il nostro territorio e quello dei paesi 
limitrofi. 
 Esso ha trovato la piena approvazione da parte della Provincia di Como. 
 Il giorno successivo, 13 dicembre, avanti al  Comitato di Garanzia, questo documento è stato 
presentato all’Assessore regionale alla Viabilità, Cattaneo, il quale è stato costretto a prendere atto della 
volontà delle comunità locali di aderire a tale proposta alternativa che preserva il territorio e l’ambiente. 
  Riteniamo questa una grande vittoria per la tutela dell’ambiente e del territorio portata avanti da 
questa Amministrazione con tenacia e determinazione. 
 Sempre nell’interesse dei nostri concittadini e  del territorio che abitano, vigileremo affinchè 
l’impegno dell’Assessore Regionale venga rispettato.  
 Cogliamo l’occasione per informarvi che grazie all’intervento dell’Amministrazione finalmente 
anche a Navedano si potrà usare internet utilizzando il sistema ad alta trasmissione dei dati, mentre il 
servizio di Senna verrà potenziato. 
 I lavori di posa della fibra ottica sono quasi ultimati e fra qualche settimana il servizio entrerà in 
funzione. 
 Cordiali saluti a tutti e tanti auguri per un felice Natale e per un futuro migliore. 
                    Flaminio Vasile

09 gennaio 2012

Un augurio agli insegnanti



Marco Rossi-Doria: Giro di boa?: Care e cari maestri e professori, gli anni passati a insegnare in tre diversi continenti, ma in particolare gli ultimi tre, trascorsi in gi...

Questo post (la cui lettura consiglio davvero di cuore) mi è stato segnalato oggi, come augurio.
Mi rendo conto giorno dopo giorno che agli insegnanti oggi è richiesto, come scrive post Marco Rossi Doria, di: " Essere psicologi, sociologi, assistenti sociali, consulenti dei genitori. Edotti di organizzazione, di didattica, della disciplina e degli spazi tra disciplineEsperti del computer e dotati di capacità manageriali. Preparati nelle nostre materie, ma attenti al territorio. (....) Una stanchezza che fa emergere la velata nostalgia per un tempo passato, in cui fare l’insegnante era più semplice, rassicurante, soddisfacente.".
Quanto mi ritrovo in questa descrizione.
Auguro ai docenti che hanno voglia di rimettersi (o mettersi) in gioco di trovare il coraggio e il tempo di farlo.
Auguro però a quelli che non ne hanno voglia di trovare il coraggio di cercare un altro lavoro. In mezzo, non si può più stare.

08 gennaio 2012

E' veramente importante che siano marocchini?
Onestamente, mi sembra che la notizia sia l'aggressione e la storia del cellulare della figlia.

05 gennaio 2012

Giovani da panico

Tutte le mie certezze sugli adolescenti sono crollate da quando lavoro con loro. Li credevo superficiali, sfacciati, coraggiosi.
In questo anno e mezzo, li ho scoperti invece complessi, insicuri, silenziosi nel loro caos - perché urlano tante cose, ma si esprimono poco.
Un aspetto che mi ha davvero stupito e mi trova sempre impreparata è la frequenza con cui manifestano fisicamente il loro disagio. 
Sicchè:

Capitolo 1: attacchi di panico.
Al liceo, ne avrò visti un paio in cinque anni (e all'epoca le sezioni andavano dalla a alla m).
Da settembre a oggi ho dovuto "affrontare" almeno una decina di episodi, caratterizzati peraltro da un'intensità che mi ha scossa.
Mi scuotono soprattutto le conversazioni che inevitabilmente seguono questi attacchi, in cui i ragazzi mi raccontano generalmente la loro  paura, la loro certezza di non essere all'altezza, la loro frustrazione dovuta a insuccessi.
Quello che però mi turba è ascoltare ragazzi di 15 anni che riferiscono di fallimenti. A 15 anni non si può aver fallito.
Sono convinta che noi adulti (noi genitori e noi docenti) facciamo continuamente sentire i ragazzi dei falliti, e li feriamo quotidianamente, generalmente perché hanno attitudini e passioni che non siamo abbastanza liberi da comprendere.

04 gennaio 2012

Un anno dopo

E' faticoso scrivere un anno dopo. Un po' come ricominciare a fare sport.
Tra i due, ho scelto di ricominciare prima a scrivere.

14 gennaio 2011

Rabbia

Sulla fine di Vittorio, mio cognato, è stato scritto e detto molto.
Non voglio aggiungere niente, non tocca a me farlo.
Di certo questa perdita è ingiusta, tremenda e cattiva.
Una cara amica mi ha scritto che "vengono messi alla prova gli uomini e le donne migliori, perchè insieme alla sofferenza, viene data loro anche la forza necessaria a superarla".
Queste parole mi frullano nella testa. Voglio credere sia così.

27 aprile 2010

Ciao Nonnina

Oggi ti ho salutato per l'ultima volta.
Finalmente sei a casa, vicino al tuo bambino, spero in pace.
Sei stata importante per me, più di quanto non sono stata in grado di farti capire.
E anche se "non sei mica tanto di baci", ti do un bacio grande, di quelli da cui ti scansavi sempre.
Ciao nonnina.